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PagoPA aggiorna IO: la useremo per il Green Pass Covid

Dopo le modifiche alla gestione della privacy, che arriveranno a breve con un aggiornamento, l'app IO potrà essere utilizzata per archiviare il Green Pass per il Covid.

Giuseppe Croce Giornalista

Peppe Croce, giornalista dal 2008, si occupa di device elettronici e nuove tecnologie applicate al mondo automotive. È entrato in Libero Tecnologia nel 2018.

Dopo le richieste dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, l’app IO è stata modificata. PagoPA ha adottato le misure imposte e ora è pronta a effettuare il rilascio dell’aggiornamento sui principali store virtuali, Google Play e App Store, che comprenderà tutte le modifiche richieste. Presto, dunque, potremo utilizzarla anche per il Green Pass Covid.

Avremmo dovuto già sfruttarlo insieme ad "Immuni", ma per il software non c’è stato nulla da fare a causa delle molteplici criticità riscontrate. A causare lo stop dell’applicazione utilizzata per dialogare con la Pubblica Amministrazione, il trasferimento verso "Paesi terzi" (tra cui Usa, India e Australia) di alcuni dati senza aver ricevuto il consenso esplicito da parte degli utenti o un’adeguata informazione attraverso le policy obbligatorie che ne illustrano i passaggi. Con la revisione del codice da parte dei tecnici, però, tali problemi sembrano essere appianati facendo così rientrare il precedente blocco e dando il via libera all’integrazione del documento vaccinale.

Io app, cosa cambia per la privacy

In regola con le indicazioni del Garante, PagoPA ha optato per ridurre all’osso i dati comunicati a Mixpanel, azienda di San Francisco, California, che si occupa di analisi dei dati raccolti dalle app. Quelli precedentemente raccolti e archiviati, ma che non potranno essere utilizzati, verranno conservati esclusivamente fino al termine dell’istruttoria.

Tra le informazioni a cui la società americana non potrà più accedere vi sono il codice fiscale e altre specifiche correlate al bonus vacanze e al sistema di Cashback di Stato, ovvero il rimborso di parte delle spese effettuate mediante pagamento tracciato. Pure per questo, l’utente sarà chiamato a fornire il proprio consenso per autorizzare il trasferimento. Scompare invece la geolocalizzazione tramite IP dell’utilizzatore.

Sono stati poi disattivati i servizi Google non strettamente necessari che, in passato, erano in funzione sull’app. Allo stesso modo, gli avvisi inviati e il loro contenuto non saranno più accessibili a Google che, di conseguenza, non sarà più in grado di venire a conoscenza delle comunicazioni stesse.

Ultime, in ordine di tempo, le modifiche che diventeranno attive a partire dal 9 luglio: gli utenti decideranno autonomamente quali funzionalità attivare su IO che, sino a oggi, risultavano attive nonostante siano oltre 12mila. Di ciò fa parte l’inoltro dei messaggi pervenuti sull’applicazione alla casella email indicata dal cittadino, operazione che dovrà essere autorizzata in maniera esplicita.

IO app, quando arriverà il green pass?

Ora, sarà l’Autorità per la privacy in accordo con il Ministero della Salute a dover lavorare sulle modalità che condurranno all’aggiunta del green pass ai documenti disponibili. Il processo non appare ancora del tutto chiuso, sebbene le premesse lascino ben sperare per il futuro immediato.

Sul sito web, il Garante ha spiegato le motivazioni dietro al cambio di rotta, sottolineando il costante monitoraggio al fine di tutelare i cittadini: "L’Autorità vigilerà sull’adozione delle misure, riservandosi di valutare l’adeguatezza delle garanzie assicurate da PagoPA per i trasferimenti di dati in Paesi extra Ue".

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