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Perché usare la PEC per disdire una visita medica: se e quando si può fare

La PEC è un valido strumento per evitare la sanzione per mancata disdetta di una visita medica: ecco i vantaggi e come usarla nel modo giusto

disdetta visita medica p Fonte foto: Shutterstock

L’obbligo di disdetta di una visita medica prenotata nel settore pubblico è attivo dal 2014. Nonostante ciò, ancora tante persone non conoscono questa regola o la ignorano, venendo incontro al rischio di ricevere una sanzione. Per evitare queste problematiche è cruciale avvisare per tempo e soprattutto utilizzare gli strumenti giusti.

La PEC rappresenta un canale pratico e valido per disdire una visita medica senza recarsi personalmente negli uffici pubblici, come quelli di una ASL (Azienda Sanitaria Locale) e quindi risparmiando tanto tempo. Inoltre, in caso di disdetta tardiva la posta certificata può essere un valido strumento per evitare la sanzione prevista dalle ASL. Ma per far funzionare davvero una PEC, occorre scriverla nel modo giusto, indicando i dati anagrafici del paziente e altre informazioni essenziali. Vediamo cosa succede se non si disdice una visita medica, perché la PEC ha enormi vantaggi in questi casi e come scriverla.

Cosa succede se non disdici una visita medica alla Asl

Se non si disdice una visita medica programmata presso la ASL (Azienda Sanitaria Locale) e non ci si presenta senza un valido motivo, potrebbero essere applicate delle sanzioni per mancata disdetta visita medica che possono variare a seconda delle regole specifiche locali.

Per chi infrange la regola è previsto il pagamento di una multa che corrisponde solitamente al ticket massimo della prestazione richiesta. In alternativa o in aggiunta la ASL può prevedere anche la riduzione della priorità nell’accesso a visite ed esami successivi.

Per evitare queste sanzioni, è fondamentale comunicare tempestivamente e in modo adeguato l’impossibilità di partecipare alla visita medica. Spesso, le ASL richiedono una disdetta entro un certo periodo di tempo dall’appuntamento. Solitamente la comunicazione deve essere inviata almeno due giorni prima della visita e può essere effettuata tramite PEC o telefonata. Se il cittadino non segue queste regole e non comunica entro i tempi richiesti la disdetta, riceve una lettera dalla ASL con la notifica della sanzione anche se è esente per patologia, età o altro.

L’utilizzo della PEC per comunicare l’impossibilità di partecipare all’appuntamento medico può essere una buona soluzione: vediamo perché.

I vantaggi di utilizzare la PEC per la disdetta alla ASL

La Posta Elettronica Certificata (PEC) offre diversi vantaggi quando si tratta di disdire un appuntamento medico presso la ASL. Innanzitutto, la PEC ha lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno ma, al contrario della comunicazione cartacea, può essere inviata in modo immediato senza attendere i tempi – spesso lunghi – dei servizi postali e senza attenersi agli orari di apertura e chiusura degli uffici pubblici.

Inoltre, questo tipo di messaggio è tracciabile, quindi fornisce una prova dell’invio della comunicazione e può essere impugnata nel caso in cui la ASL invii la lettera. Con una PEC si ha poi la certezza di ricezione ed è una soluzione totalmente conforme alle normative locali. Ormai la posta certificata è una comunicazione ammessa da tutti gli uffici pubblici, e anzi viene preferito ad altri mezzi. Ecco perché è così importante avere una casella PEC funzionale, sicura e facile da usare anche se si è un cittadino privato.

Infine, la PEC si può conservare e archiviare con facilità per essere subito reperita all’occorrenza, anche dopo mesi o anni. Non rischia di perdersi tra i tanti documenti cartacei e non si danneggia così facilmente.

Come scrivere un messaggio PEC per evitare la sanzione dalla Asl

Per realizzare un’email PEC davvero efficace e utile per disdire una visita medica bisogna sapere come e cosa scrivere. Prima di iniziare a scrivere l’email è bene avere sia l’impegnativa della prenotazione, che servirà per scrivere il numero e i riferimenti, sia il Codice Fiscale del paziente.

Vediamo quali sono gli elementi da inserire nella PEC di disdetta:

  • Oggetto chiaro e sintetico che dia subito l’indicazione del motivo dell’email. L’oggetto dovrebbe contenere l’indicazione “Disdetta visita medica” + tipologia di visita + nome e cognome paziente + data. Per esempio: Disdetta visita medica ginecologica – Maria Rossi – 11/07/2024
  • Saluti formali all’ufficio o alla ASL
  • Messaggio: veniamo nel vivo della comunicazione. Qui occorre inserire una presentazione e fornire i propri dati personali (nome, cognome e codice fiscale) per chiarire subito il motivo della visita e indicare anche il tipo di visita, la data e il numero dell’impegnativa del medico che si è indicato al momento della prenotazione. Si può spiegare il motivo della disdetta, indicando per esempio un problema di salute o uno di famiglia. Nel corpo del messaggio si può esprimere la volontà a riprogrammare la visita.
  • Saluti e firma con contatti: si chiude l’email con un saluto formale, seguito dalla firma e dai contatti, in particolare l’email e il numero di telefono.

Questo è solo un esempio di situazione in cui la PEC si rivela determinante per gestire correttamente un evento della quotidianità. Ed è per questo motivo che anche i privati dovrebbero avere una casella di posta certificata.

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