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Come gestire un temporale pericoloso Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Quando la pioggia diventa pericolosa: i segnali per capire se il temporale sarà violento

La stagione dei temporali è aperta e a causa del cambiamento climatico possono essere anche pericolosi, ma ecco quali sono i segnali per riconoscerli

Negli ultimi tempi si sono verificati una serie di nubifragi che si sono rivelati molto preoccupanti. La stagione dei temporali è ormai aperta e, forse non lo sapevate, ma ci sono dei segnali che rivelano quando la pioggia può diventare pericolosa per la nostra sicurezza. Ci sono alcuni segnali che devono essere presi in considerazione per riconoscere un temporale violento.

I danni del cambiamento climatico

Il cambiamento climatico sta causando anche una serie di nubifragi ed eventi metereologici preoccupanti, oltre che il surriscaldamento del nostro Pianeta. Non è difficile trovarsi nel bel mezzo di un temporale molto violento, seguito poi da un aumento repentino delle temperature.

Non è facile prevedere quello che potrebbe accadere, ma bisogna impegnarsi per poter affrontare queste nuove situazioni e arginare i danni prima che sia troppo tardi. Persino i grandi imprenditori stanno cercando di contribuire a salvare il salvabile, ma ovviamente tutti devono fare la propria parte. Ma nel frattempo, ci sono alcuni segnali da individuare per poter iniziare a capire quando un temporale sarà violento e quando la pioggia potrebbe diventare pericolosa.

Quando la pioggia diventa pericolosa?

Un elemento che può favorire i temporali è la corrente a getto intensa, venti molto forti presenti a circa 8 o 12 chilometri di altezza. La pioggia in queste condizioni ha una struttura inclinata e le incudini dei fulmini sono pronunciate e allungate. In questi casi bisogna subito correre ai ripari in questo caso perché potrebbe essere molto pericoloso. Fenomeni meno intesi si possono verificare con i temporali prefrontali, che si verificano quando l’aria fredda anticipa l’arrivo del sistema frontale, vale a dire una perturbazione discontinua.

Meno rischiosi per l’uomo si sono invece i temporali ad asse obliquo, favoriti dalla sopracitata corrente a getto. Questa tipologia di pioggia è molto intensa, ma non così pericolosa. I fulmini sono molto visibili, ma il suono del temporale arriva molto più tardi. Tuttavia se le nubi intralciano la visione sarà difficile notarli.

Un altra tipologia di temporale è quello a supercella, ovvero un temporale costituito da una bassa pressione al suo interno. Si tratta di una precipitazione molto pericolosa e cercare un posto sicuro dove ripararsi. La supercella è un unico sistema temporalesco ed è unito da diversi elementi che caratterizzano i temporali. Un segnale particolare che accompagna lo scendere della pioggia in questi casi è la grande nube cumuliforme, formata da un banco di nubi che si sviluppano verso l’alto e segnalano l’arrivo di un cambiamento metereologico.

Parlando di nubi, il "lowering" ovvero l’abbassamento delle nubi, indica la zona in cui ci sarà un temporale più intenso. Più il cumulo si abbassa più si può formare una nube a muro, rischiando di formare un tornado. La nube a muro compare solo nelle supercelle e può anche non ruotare.

Un altro tipo di nube è quella "a mensola", bassa e lunga e può essere disposta ad arco. Si colloca nel bordo avanzante del temporale e precede gli acquazzoni che potrebbero sorprendere i passanti più incauti. Sono proprio queste piogge forti a formarli, sollevando aria umida. Quando la nube a mensola si allontana dall’area precipitativa, il temporale si indebolisce.

A livello scientifico, infine, esistono anche degli indici empirici per valutare la pericolosità di un temporale, come ad esempio l’indice Whiting. Si tratta di un particolare indicatore, il cui valore si può calcolare tramite una formula matematica, che segnala il grado di instabilità atmosferica analizzando alcuni elementi, tra cui la temperatura e i venti. Se questo indice raggiunge valori inferiori al 15 il rischio è nullo, ma tra 26 e 30 le probabilità sono medie. Bisogna preoccuparsi quando l’indice arriva oltre il 40.

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