Libero
STREAMING E SERIE TV

Prime Video: brutte notizie per gli utenti

Negli Stati Uniti sta per arrivare nuova pubblicità per gli abbonati ad Amazon Prime Video, che potranno comprare i prodotti direttamente dalla Smart TV quando i contenuti sono in pausa

Pubblicato:

Da gennaio 2024 in USA, e da aprile in Italia, gli utenti di Amazon Prime Video hanno iniziato a vedere la pubblicità all’interno dei contenuti trasmessi dalla piattaforma di streaming. Esattamente come hanno fatto anche Netflix e Disney+, anche Amazon ha permesso agli utenti di pagare di più per togliere le pubblicità: in Italia l’abbonamento senza spot costa 1,99 euro in più al mese.

Soldi che, forse, più utenti saranno disposti a spendere perché a breve la pubblicità su Prime Video aumenterà: si parte dagli USA, ma si sa già che la nuova politica di Amazon sarà estesa su tutti i mercati. Il gigante dell’ecommerce e dello streaming vuole, infatti, massimizzare il ricavo per ogni singolo utente.

Prime Video: pubblicità in pausa

Il problema degli abbonamenti con pubblicità è sempre quello di mantenere un equilibrio accettabile per l’utente: aumentando gli spot si guadagna di più, ma solo finché l’utente non ritiene che la pubblicità sia troppa e decide di cancellare la sottoscrizione.

La risposta di Amazon a questo problema, al momento, è quella di aumentare la pubblicità inserendola in un momento in cui non dovrebbe dare molto fastidio: quando i contenuti vengono messi in pausa.

Saranno, almeno in USA e secondo quanto riporta Ars Technica, delle pubblicità molto diverse da quelle mostrate dagli altri servizi di streaming. Amazon, infatti, mostrerà un carosello di prodotti profilati sui gusti e sugli acquisti precedenti dell’utente e permetterà di comprarli direttamente su Amazon stessa.

In pratica, poiché il profilo utente di Prime Video e di Amazon sono collegati, Amazon permetterà a chi guarda i contenuti di Prime Video di inserire un prodotto nel carrello e finalizzare l’acquisto subito, o successivamente quando torna su Amazon.com.

In Europa si può fare?

Se questo è quello che sta per succedere in USA, non possiamo dare per scontato che la stessa identica cosa arrivi anche in Europa. Che Amazon abbia intenzione di aumentare la pubblicità su Prime Video, infatti, è cosa certa ma che possa farlo in questo modo è tutto da dimostrare.

In Europa, infatti, sono in vigore i due famigerati regolamenti DMA e DSA che regolano l’operato delle “grandi piattaforme online” e dei “gatekeeper“.

Amazon è sia una “Very Large Online Platform“, secondo il Digital Services Act (DSA), sia un “gatekeeper“, secondo il Digital Markets Act (DMA). L’unione delle due cose impedisce, almeno in teoria, ad Amazon di usare i dati dei suoi utenti europei con troppa disinvoltura.

L’Europa, in pratica, potrebbe contestare ad Amazon l’uso dei dati raccolti durante la navigazione nell’ecommerce ai fini della visualizzazione di spot nella piattaforma di streaming.

Libero Shopping