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Scoperto il primo campo magnetico di un pianeta extrasolare

Gli astronomi hanno capito che anche nel pianeta HAT-P-11b c'è un campo magnetico, condizione fondamentale per l'abitabilità

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Scoperto il primo campo magnetico di un mondo alieno Fonte foto: 123RF

Non c’è niente da fare, i pianeti esercitano sempre un fascino magnetico, in tutti i sensi. L’ultima scoperta resa nota dalla rivista scientifica Nature Astronomy ne è una chiara conferma, visto che il celebre telescopio Hubble è riuscito a scovare il primo campo magnetico in assoluto di quello che normalmente viene definito “pianeta extrasolare”. Perché dedicare un articolo approfondito a tutto questo? La spiegazione è semplice, il campo magnetico è fondamentale per studiare i pianeti che si trovano al di fuori del nostro sistema solare e non solo. Ad esempio, l’oggetto celeste è circondato da particelle di carbonio che possono essere osservate con più attenzione.

La scoperta è stata resa possibile dalla caparbietà di alcuni astronomi di varie nazionalità che hanno voluto esaminare i dati del telescopio. Tra gli altri vantaggi di un campo magnetico, bisogna ricordare il suo ruolo nella protezione delle atmosfere planetarie, di conseguenza quelli che vengono spesso chiamati “mondi alieni” potrebbero avere d’ora in poi meno segreti. Tutto molto bello e affascinante, ma quali sono gli altri dettagli di quanto rilevato dagli astronomi? Anzitutto, il pianeta extrasolare si chiama HAT-P-11b, nome complicato e che di sicuro suggerirà ben poco a chi è poco avvezzo alle tematiche spaziali.

Le caratteristiche del pianeta

Il nome è stato scelto perché questo esopianeta orbita attorno alla stella HAT-P-11: il primo avvistamento è avvenuto di recente, per la precisione nel 2009, con la scoperta che l’oggetto celeste si trova a 123 anni luce dalla Terra. Le dimensioni non sono molto diverse da quelle di Nettuno e per le osservazioni si sfrutta di solito lo spettro della luce ultravioletta. Hubble ha fatto il suo dovere rilevando alcuni ioni di carbonio, per l’appunto delle particelle cariche che vanno ad interagire con un campo magnetico. Tutte queste particelle si trovano in quella che è nota come magnetosfera del pianeta, una regione che si è formata grazie al vento solare.

Campi magnetici più o meno deboli

Il primo campo magnetico per un pianeta del genere non deve essere considerata una scoperta fra tante. Visto che ci si sta chiedendo di continuo fino a dove possa arrivare l’abitabilità nell’universo, con i dati appena approfonditi si comprenderà se gli espianti sono adatti a una visita spaziale. C’è comunque da precisare come non tutti i pianeti del sistema solare siano caratterizzati da campi magnetici, di conseguenza gli astronomi di questa scoperta possono ritenersi dei privilegiati. Tanto per fare un esempio, due pianeti “celebri” come Urano e Nettuno hanno dei campi magnetici piuttosto deboli e che non possono essere sfruttati allo stesso modo. D’altronde, sono proprio gli oggetti più lontani a raccontarci il futuro del sistema solare.

Al momento della sua scoperta, HAT-P-11b era considerato il pianeta extrasolare con il raggio più piccolo mai scoperto fino ad allora. Inoltre, aveva un’altra caratteristica non comune: era infatti uno dei tre pianeti in transito all’interno del campo visivo iniziale della navicella spaziale Kepler, la cui missione era proprio quella di scovare qualcosa di simile alla Terra in orbita attorno a stelle diverse dal Sole. Sul campo magnetico si sa ancora troppo poco e si fa grande affidamento su questa novità per cominciare a fare sul serio.

Simone Ricci

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