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SCIENZA

Hanno scoperto due mondi che potrebbero ospitare forme avanzate di vita aliena

Gli alieni esistono davvero? Un nuovo studio ipotizza l'esistenza di due esopianeti che potrebbero ospitare forme di vita evolute: ecco che cosa sappiamo.

Esopianeti Fonte foto: 123RF

Il mistero più grande – e affascinante – dello spazio rimane sempre lo stesso: esistono gli alieni? Da lungo tempo, gli scienziati cercano prove della presenza di forme di vita, anche solo a livello microscopico, su altri pianeti. Finora i risultati non sono stati esaltanti, ma un nuovo studio pone la questione sotto una prospettiva diversa. Esistono dei mondi che somigliano così tanto alla Terra, ma più vecchi, tanto da poter ospitare forme di vita aliena più evolute della nostra? Ecco che cosa hanno scoperto i ricercatori.

I due pianeti dove potrebbe esserci vita aliena

Finora gli astronomi si sono sempre concentrati su tracce di vita aliena a livello cellulare, immaginando di trovare prove di microrganismi che un giorno potrebbero evolversi in creature di vario tipo, come accaduto sulla Terra. Un nuovo studio condotto dalla professoressa Jane Greaves dell’Università di Cardiff, pubblicato su Research Notes of the American Astronomical Society, ribalta la questione: e se esistessero dei pianeti molto più vecchi del nostro, ma dalla conformazione simile, dove la vita potrebbe già essersi sviluppata da miliardi di anni ed avere quindi un grado di evoluzione più avanzato rispetto all’uomo?

I ricercatori si sono dunque concentrati su alcune stelle della Via Lattea che hanno circa 8 miliardi di anni in più rispetto al Sole: i loro eventuali pianeti avrebbero quindi avuto molto più tempo del nostro per diventare meno radioattivi, raggiungendo con largo anticipo rispetto alla Terra quell’equilibrio che permetterebbe lo sviluppo della vita. Sono così stati individuati due ottimi candidati. Sono le stelle HD 76932 e HD 201891, distanti rispettivamente 70 e 110 anni luce da noi, nate nel passato turbolento della nostra galassia. Ed è qui che si concentreranno dunque le ricerche.

Per far sì che un esopianeta possa ospitare la vita come la conosciamo, dovrebbe avere dei continenti. Questi ultimi si formano grazie alla tettonica a zolle: le placche di roccia che galleggiano sul magma fuso di un pianeta si spostano, si disgregano e poi si riuniscono di nuovo, per via dei processi radioattivi che hanno luogo nel nucleo. Il calore da essi originati proviene soprattutto da elementi come l’uranio-238, il torio-232 e il potassio-40: gli esperti contano così di cercare la presenza di questi elementi in sistemi stellari lontani, come prova della possibile esistenza di un pianeta con dei continenti.

Se davvero esistessero esopianeti del genere, molto più vecchi della Terra, è possibile che siano abitati da forme di vita aliena ben più evolute rispetto all’uomo. Uno dei misteri, in questo caso, sarebbe il motivo per cui ancora oggi queste creature non abbiano mai cercato di mettersi in contatto con noi – o, nella peggiore delle ipotesi, di spazzarci via dall’Universo. Tuttavia, c’è un’altra questione estremamente affascinante: se gli alieni esistono veramente, quale sarebbe il loro aspetto? Gli scienziati, su questo punto, sono abbastanza concordi.

Che aspetto avrebbero gli alieni

La maggior parte degli astronomi sostiene che, se dovessero esistere forme di vita aliena non più primitive, probabilmente somiglierebbero molto a noi. “C’è una scuola di pensiero che dice che la fisica semplice unita alla competizione per il cibo e alla necessità di sfuggire alla predazione favoriranno gli organismi con una struttura corporea simile a quella degli organismi che hanno successo sulla Terra” – ha affermato il professor David Rothery della Open University. Mentre uno studio dell’Università di Oxford ha rivelato che forme di vita modellate dagli stessi processi che hanno creato gli esseri umani (come la selezione naturale) non potrebbero che somigliarci.