Il segreto del "pisolino" perfetto, il trucco per dormire meglio di notte
Al naturale calo dell'attenzione pomeridiano dovremmo rispondere col "pisolino", ma facendolo nel modo giusto, senza compromettere il sonno notturno.
Quante volte, nel cuore del pomeriggio, ci siamo sentiti come se un velo di stanchezza ci avvolgesse, rendendo ogni compito un’impresa titanica? La soluzione esiste e sì, forse è quella più scontata: fare un breve “pisolino”. Concedersi quel piccolo momento di riposo nel corso della giornata può essere un vero toccasana. Ma attenzione, perché anche quella del pisolino è un’arte e si deve fare nel modo giusto. E lo dice la scienza.
I benefici del “pisolino”
Il nostro cervello è un po’ come una macchina, un computer anzi. Lo utilizziamo per intere ore e, a un certo punto, va come in sovraccarico, si surriscalda, ha bisogno di rallentare per riorganizzare i “dati”. Fare un pisolino non è altro che questo: “resettare” il nostro computer, concedergli la pausa di cui ha bisogno.
Il pisolino o riposino che dir si voglia produce diversi benefici per la nostra mente, ma non solo. Influisce positivamente sulla concentrazione e l’attenzione, tanto per cominciare, così da permetterci di affrontare ogni lavoro e compito con maggiore lucidità nel corso della giornata. I benefici, però, riguardano anche l’aspetto emotivo: quando ci concediamo una pausa rilassante non solo siamo più lucidi e produttivi, ma riduciamo lo stress e miglioriamo l’umore. Anche essere più sereni, tranquilli, positivi può influire sulle nostre performance e migliorarle.
I benefici di un power nap, per dirlo in modo “internazionale”, riguardano anche il potenziamento delle capacità mnemoniche, perché il nostro cervello nel corso del riposino rigenerante consolida i ricordi e rielabora le informazioni raccolte nel corso della giornata. Ci rinvigorisce e ci dona energie, cosa che spesso tendiamo a sottovalutare.
I rischi di un riposo troppo prolungato
A raccogliere e descrivere i benefici del “pisolino” è stata, tra gli altri, la professoressa Talar Moukhtarian, che si occupa di salute mentale alla Warwick Medical School, in un interessante articolo pubblicato su The conversation. Come spiega la stessa Moukhtarian: “La maggior parte delle persone sperimenta un calo naturale di attenzione nel primo pomeriggio, in genere tra le 13:00 e le 16:00. Questo non è dovuto solo a un pranzo pesante: il nostro orologio biologico interno, o ritmo circadiano, crea cicli di veglia e sonno durante il giorno. La calma del primo pomeriggio fa parte di questo ritmo, motivo per cui così tante persone si sentono assonnate a quell’ora”.
Gli studi confermano che concedersi un breve pisolino durante questa fascia oraria, può aiutarci a contrastare questo senso di profonda stanchezza con tutti i benefici di cui sopra e senza interferire con il sonno notturno. Ma c’è un rischio: se esageriamo con la sua durata, rischiamo di sentirci tutt’altro che energici al risveglio. La professoressa Moukhtarian parla di “inerzia del sonno”, ovvero dello “stordimento e disorientamento che derivano dal risveglio durante le fasi di sonno più profonde”, quindi di una sensazione di confusione e pesantezza che può compromettere la nostra produttività.
La strategia per un “pisolino” perfetto
Premettendo che ogni individuo è unico e che, com’è ovvio, le reazioni ed esigenze rispetto al power nap possono variare da persona a persona, in generale possiamo seguire delle “linee guida” affinché questo momento di pausa sia davvero rigenerante e non comprometta né la produttività nel resto della giornata, né la buona riuscita del riposo profondo, quello notturno.
Come spiega la professoressa Moukhtarian nel suo articolo, non dovrebbe durare oltre 20 minuti, così da permettere al cervello di riposare senza entrare nella fase di sonno profondo che poi innesca l’inerzia del sonno. Il momento migliore – come abbiamo già visto – sarebbe tra le 13:00 e le 16:00, così da farlo coincidere con il naturale calo di attenzione ed energie che avviene nel corso della giornata, preferendo ambienti freschi, al buio e silenziosi. Secondo gli studi, inoltre, sarebbe ideale successivamente esporsi a luce intensa (naturale o artificiale, non importa) per favorire il risveglio e riattivare al meglio il cervello.