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SCIENZA

Un nuovo strato tra nucleo e mantello della Terra: ora sappiamo perché

Spiegata finalmente la nascita di uno strato tra mantello e nucleo terrestre: ecco di cosa si tratta

Sulla celebre rivista Nature Geoscience è stato pubblicato un nuovo studio che mira a spiegare la formazione dell’E-prime Layer. Di cosa si tratta? Parliamo di uno strato che trova spazio a 2900 km di profondità, precisamente tra nucleo e mantello della Terra.

Una formazione che genera non pochi interrogativi. Potrebbe dipendere dall’acqua che penetra in profondità nelle viscere del pianeta. Di seguito però spieghiamo perché tutto ciò ha una rilevanza enorme.

Cos’è l’E-prime layer

L’Arizona State University ha condotto uno studio decisamente rilevante, che potrebbe aver finalmente dato una risposta esaustiva agli interrogativi in merito all’E-prime layer. Parliamo di uno strato di circa 100 km, che avvolge il nucleo della Terra, al di sotto del mantello del pianeta.

Non un’assoluta novità, sia chiaro, dal momento che i sismologi si sono resi conto di questa realtà differenti decenni fa. Fino a oggi se ne sapeva decisamente poco, ma finalmente viene fatta luce su tutto ciò, ipotizzando che la sua origine derivi dall’acqua.

Quest’ultima viene condotta a enormi profondità, dalla superficie, grazie alla subduzione delle placche. Un passo in avanti enorme rispetto agli anni ’90, quando gli scienziati si resero conto dell’esistenza di questo strato spesso circa 100 km, posto a 2900 km di profondità, atto a separare mantello e nucleo esterno.

Si pensava al tempo che fosse una porzione restante di un antico livello ricco di ferro. Altri sostennero invece che fosse una sorta di “perdita” del nucleo. Numerose le ipotesi, fino a parlare anche di resti di una collisione tra la Terra e un presunto protopianeta misterioso. In nessun caso, però, la comunità scientifica si legò particolarmente a una teoria o all’altra.

Il nuovo studio

Tutto è cambiato, però, dal momento che il 13 novembre scorso è stato pubblicato questo studio approfondito. Nelle sue pagine si sostiene che l’origine dello strato sia connessa all’interazione tra nucleo esterno e acqua.

Quest’ultima sarebbe stata portata via subduzione verso le profondità del nostro mondo, nel corso delle ere geologiche. Tutto ciò avrebbe innescato una serie di reazioni nello strato più superficiale del nucleo esterno. Reazioni che hanno generato l’E-prime layer. Un livello ricco di idrogeno e povero in silice, con una densità inferiore rispetto al nucleo esterno. Sono però stati generati anche dei cristalli di silicio, che tendono a risalire e integrarsi al mantello. Tutto ciò forma alla base uno strato molto denso.

Tutto ciò ha una grande rilevanza, perché ci consente di comprendere meglio i meccanismi interni del nostro pianeta. Potrebbe inoltre aprirci gli occhi in merito alla complessità del ciclo dell’acqua, che fino a oggi abbiamo concepito in maniera limitata.

Le parole del ricercatore Sang-Heon Shim bastano a comprendere la portata di questo passo in avanti nella comprensione del nostro mondo. Si è creduto per anni e anni che lo scambio di materiale attivo tra mantello e nucleo terrestre fosse di piccole dimensioni, ha spiegato. “I nostri recenti esperimenti ad alta pressione hanno invece svelato una storia molto diversa. Si è scoperto che l’acqua raggiunge il nucleo-mantello e reagisce con il silicio presente, formando silice”.