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Streaming IPTV: milioni di italiani rischiano multa e denuncia penale

I numeri finali dell'operazione The Perfect Storm contro la pirateria informatica ci dicono quanti italiani rischiano una multa e una denuncia penale.

Non sono solo gli italiani, ma anche i greci, bulgari, olandesi, francesi, maltesi, tedeschi e gli svizzeri, a voler vedere i contenuti premium in streaming IPTV senza pagare il dovuto. Gli utenti del “pezzotto“, infatti, sono milioni e ora rischiano una denuncia penale e pesantissime multe. E’ quanto emerge dal resoconto finale dell’operazione “The Perfect Storm” condotta nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Napoli in collaborazione con la Polizia Postale.

L’operazione, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi quando era ancora in corso, ha portato alla chiusura di centinaia di siti Web e canali Telegram usati dai pirati per trasmettere illegalmente i canali e gli eventi on demand delle maggiori Pay Tv italiane ed estere (soprattutto partite di calcio, ma non solo). Ora che l’operazione è terminata, e ci sono i numeri definitivi, è possibile capire quanto sia grande il fenomeno del pezzotto e quanti siano gli utenti che usano questi servizi per vedere illegalmente i contenuti di Netflix, Dazn, Disney+ e altre piattaforme. I numeri, ve lo anticipiamo, fanno paura.

Operazione The Perfect Storm: 50 milioni di utenti

Il numero più impressionante è quello relativo agli utenti dei servizi illegali bloccati e sequestrati dalle autorità: 50 milioni in tutta Europa, 5 milioni in Italia.

Ammontano a 5.500, invece, le “risorse informatiche” sequestrate: server, piattaforme di gestione per l’IPTV, siti vetrina attraverso i quali venivano venduti gli abbonamenti scontati illegali, siti di streaming veri e propri e canali Telegram attraverso i quali circolavano le informazioni su dove vedere illegalmente i contenuti.

Il modo in cui si è svolta l’operazione di polizia ha permesso di scovare ulteriori “risorse“: il fatto che la GdF abbia oscurato la prima manciata di siti ha costretto i pirati a comunicare gli altri siti dove gli utenti potevano vedere i contenuti illegalmente. Ma siccome i canali di comunicazione erano monitorati dai finanzieri è stato possibile individuare subito le ulteriori risorse a disposizione della banda internazionale del pezzotto.

Sono stati quindi ben 30 i decreti di perquisizione dei luoghi fisici, in Italia e all’estero, dai quali veniva trasmesso il segnale pirata e 100 le perquisizioni domiciliari. Sono invece 334 gli account PayPal sui quali gli utenti effettuavano i pagamenti (in alcuni casi anche in criptovalute, su appositi wallet online), che sono stati ovviamente bloccati.

Complessivamente i finanzieri sono riusciti a individuare e sequestrare beni per 10.619.000 euro e a denunciare 23 persone.

IPTV pirata: cosa rischiano gli utenti

Durante la fase finale operativa dell’operazione The Perfect Storm sono stati oscurati i siti di trasmissione del segnale IPTV illegale. Al posto dei contenuti video gli utenti hanno visto un cartello della Guardia di Finanza che spiegava che il sito era stato oscurato e che “I dati di accesso costituiscono materiale probatorio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria“.

Ora che i dettagli dell’operazione sono stati svelati, quindi, quest’ultima frase acquista ancora più senso: la GdF ha sequestrato i server attraverso i quali venivano veicolati i contenuti piratati. In questi server ci sono anche i dati degli utenti, sia dei 5 milioni italiani che di quelli di altri Paesi europei.

E’ chiaro che analizzare una mole talmente grande di dati richiede mesi, ma è altrettanto chiaro che adesso tutti questi utenti rischiano grosso: una multa da 2.582 a 25.822 euro e, soprattutto, una condanna da sei mesi a tre anni di reclusione.

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