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Le super griglie ad alta tensione per alimentare il mondo intero Fonte foto: iStock
SCIENZA

Le super reti ad alta tensione che potrebbero alimentare il mondo intero

Se connesse, le reti che producono energia eolica e solare risolverebbero i problemi di sostenibilità: il mondo potrebbe essere alimentato da super reti ad alta tensione

Trovare fonti energetiche che siano efficienti e soprattutto sostenibili sta diventando una necessità, per il futuro nostro e della Terra. Non possiamo più basare le nostre economie sul carbone, come gli scienziati e i movimenti ambientalisti stanno cercando di farci capire.

La Cop26, che si è tenuta a Glasgow nelle prime due settimane dello scorso novembre, aveva questo obiettivo. È risultata in parte fallimentare, per colpa di India e Cina, che hanno insistito per continuare a usare il carbone.

Ma è stata la stessa India a premere perché venga creata una rete globale ad alta tensione per il trasporto di energia solare, che è notoriamente più sostenibile rispetto al carbone.

Il piano per una rete solare globale

L’India e alcuni altri Paesi sognano un piano per espandere la portata dell’energia solare disponibile al consumo in tutto il mondo. E per farlo, pensano di collegare le reti elettriche di paesi diversi – addirittura di continenti diversi.

L’iniziativa si chiama One Sun One World One Grid, che in italiano si traduce come Un Sole Un Pianeta Una Rete (elettrica). Il presidente indiano Narendra Modi l’ha presentata alla Cop di Glasgow, e ora ha un seguito di 80 paesi interessati, inclusi l’Australia, gli Stati Uniti e il Regno Unito.

L’obiettivo è creare "super-reti" locali, e poi sempre più globali. Serviranno cavi a lunga distanza e ad alta tensione che colleghino la crescente produzione di energia rinnovabile di ogni paese.

Uno dei motivi che spingono i Paesi a lavorare per una rete globale è la necessità di mantenere un flusso costante di energia nelle reti elettriche. Il meteo infatti rende molto variabile la quantità di energia prodotta da sole e vento disponibile in un singolo Paese: questo è uno dei problemi che verrebbero risolti con una rete globale e distribuita su un’area geografica più vasta.

Inoltre, le "super-reti" potrebbero collegare le persone che hanno bisogno di energia con gli impianti che producono questa energia, che spesso sono in zone molto remote della Terra.

Il caso del parco eolico più grande del mondo

Un esempio di impianto di produzione di energia sostenibile in un’area remota è quello di Horsea 2.

Si tratta di un parco eolico offshore – anzi, del parco eolico, il più grande del mondo. È stato inaugurato recentemente, e ha appena iniziato a produrre energia. Si trova al largo delle coste orientali del Regno Unito, all’altezza dello Yorkshire.

E secondo gli analisti non manterrà il titolo di parco eolico offshore più grande del mondo ancora a lungo. Infatti la produzione di energia eolica sulla terraferma (onshore) è diminuita drasticamente, mentre è aumentata esponenzialmente quella in mare (offshore). È un campo in cui molti decidono di investire: la Danimarca, l’Islanda e la Corea del Sud stanno sviluppando parchi eolici offshore molto, molto più grandi rispetto a Horsea 2.

Horsea 2 ha 165 turbine, ognuna con una capacità di 8 megawatt. Nella sua prima mattina di lavoro, ha fornito il 50% dell’elettricità della Gran Bretagna. A massimo regime produrrà 1320 megawatt di energia eolica, l’equivalente di un milione e trecentomila case inglesi con un consumo energetico standard.

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