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SCIENZA

Trombe d'aria di mare colpiscono l'Italia: ecco dove e cosa fare per proteggersi

Violenti e alti vortici che si sollevano dalla superficie del mare: le trombe d'aria marine sono un fenomeno sempre più frequente sulle spiagge italiane.

Il fenomeno delle trombe d’aria in spiaggia sta diventando sempre più frequente in Italia dove, dall’inizio dell’estate, ne sono già state registrate diverse da nord a sud. Possono formarsi anche sui laghi e sono del tutto simili a quelle che abitualmente si verificano sulla terraferma, sebbene siano generalmente più piccole e meno dannose. Ma come si formano e cosa possiamo fare per proteggerci in questi casi?

Trombe d’aria marine, il fenomeno in Italia

Come anticipato, l’Italia non è estranea alle trombe d’aria marine che dall’inizio della stagione estiva hanno interessato diverse spiagge da nord a sud. Cittadini e bagnanti hanno documentato sui social tali fenomeni con video e immagini, restituendo un quadro affatto confortante: le trombe d’aria si formano all’improvviso a una distanza più o meno ravvicinata al litorale, sollevando grandi quantità d’acqua in verticale. Momenti di panico che, per fortuna, non hanno avuto conseguenze gravi.

La Sicilia e in particolare la costa palermitana è una delle zone maggiormente colpite dalle trombe d’aria marine. Una delle ultime si è verificata lo scorso 15 giugno alle 7.30 del mattino, in una giornata segnata ancora da piogge e instabilità, come ha riportato Il Giornale di Sicilia. Proprio nello stesso giorno anche a Fano, in provincia di Pesaro e Urbino, un’altra imponente tromba d’aria ha spazzato il litorale all’alba in seguito a un violento temporale esploso la notte precedente.

Come si formano le trombe d’aria in mare

È un caso che le trombe d’aria si formino in spiaggia dopo piogge e temporali? Naturalmente no. Tali fenomeni sono conseguenza di un mix di condizioni meteorologiche e temperatura dell’acqua che fungono da terreno fertile per lo sviluppo verticale dei cosiddetti “cumuli congesti”.

Per spiegarlo in parole semplici, sulla superficie del mare la temperatura si alza (intorno ai 25°C) rilasciando un alto carico di energia all’aria sovrastante. Contestualmente, però, le correnti ascendenti – che si sviluppano cioè verso l’alto – si scontrano letteralmente con le correnti discendenti più fredde, generando una profonda instabilità che oltre a produrre piogge e rovesci possono sfociare nella formazione di vortici violenti. Il moto dell’aria dà vita, dunque, alla tromba marina.

L’aspetto è molto simile a quello delle classiche trombe d’aria che si formano sulla terraferma, ma le dimensioni e la portata sono decisamente inferiori. In spiaggia e sulle coste possono raggiungere un’altezza di circa 1 km con un diametro di pochi metri e durano non più di 15-30 minuti. Spesso le trombe d’aria marine “viaggiano” in gruppi di 3 o 4 ma – soprattutto negli USA – ne sono state registrate molte di più (fino a 20).

Cosa fare per proteggersi

Tendenzialmente questo tipo di fenomeno è circoscritto al mare a una certa distanza dal litorale o dalle coste e solo in rarissimi casi è capitato che una tromba marina si “trasformasse” in una tromba tornadica, raggiungendo la terraferma. Ciò non toglie che trovarsi in zona ci esponga a un pericolo.

La tromba d’aria di mare scaturisce da un’instabilità climatica e può scatenarsi da un momento all’altro, senza alcun preavviso. Non possiamo prevederla, ma sarebbe opportuno ad esempio evitare di uscire in mare aperto con le proprie imbarcazioni quando la temperatura superficiale dell’acqua è piuttosto elevata (soprattutto in tarda estate o in autunno).

Attenzione anche al “verso” dell’imbuto e alla sua inclinazione che può suggerire la direzione del vortice d’aria: è fondamentale spostarsi immediatamente dalla possibile rotta di collisione. Quando la tromba d’aria marina si avvicina alla costa tendenzialmente si smorza entrando a contatto col suolo, perciò un altro modo per proteggersi ed evitare danni è proprio rientrare e cercare un approdo sicuro.

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