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X a pagamento per tutti: l'annuncio ufficiale

Il social di Elon Musk ha iniziato la sperimentazione: 1 dollaro all'anno per usare le funzioni base e stroncare il fenomeno dei bot che pubblicano spam

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X, cioè il nuovo Twitter di Elon Musk, sta per diventare il primo social a pagamento. Non stiamo parlando degli abbonamenti premium, delle spunte blu, oro o argento, di funzioni esclusive riservate agli utenti registrati e paganti: nel caso di X si tratta proprio dell’uso quotidiano dell’app, per svolgere le funzioni base per partecipare alla comunità del social.

Per fare tutto questo, a breve, quasi certamente si dovrà pagare. Si tratta di una cifra minuscola, quasi simbolica, ma che a detta di X permetterà di risolvere l’annoso problema dei bot che pubblicano spam sulla piattaforma. I test di questo nuovo X sono già iniziati.

X a pagamento: dove e come

Il test iniziato da X si chiama “Not A Bot“, cioè “non sono un bot“. In Nuova Zelanda e nelle Filippine, già da alcune ore, non è più possibile registrare nuovi profili senza pagare 1 dollaro l’anno (per la precisione 1,43 dollari neozelandesi e 42,51 pesos filippini).

Chi è già registrato da prima non deve pagare, chi si registra ora ma non vuole pagare può usare X in modalità sola lettura: potrà solo leggere i post di altri utenti, guardare i video, seguire altri profili.

Non potrà scrivere nuovi post, commentare quelli pubblicati dagli altri, ripostarli né persino mettere un semplice like.

Guerra ai bot e allo spam

X dichiara che questo test, che probabilmente diventerà la normalità su X visto che Elon Musk ne ha già parlato più volte in pubblico, è necessario per bloccare il proliferare degli account falsi automatizzati, i famosi bot che pubblicano (soprattutto nei commenti) spam in grande quantità e che con i loro like e repost influenzano il normale funzionamento del social.

E’ infatti cosa nota che, anche in Italia, durante le recenti campagne elettorali ci sono stati strani movimenti su Twitter: migliaia di profili palesemente fake che “spingevano” il contenuto di questo o quell’altro candidato generando finto engagement al fine di far apparire quei contenuti anche ad altri utenti legittimi.

Stesso metodo che viene usato anche per sostenere in modo scorretto campagne pubblicitarie di prodotti, servizi ed eventi o, peggio ancora, per creare campagne denigratorie contro persone specifiche o far circolare fake news ad arte.

Tutto questo, secondo X, deve finire prima possibile e mettere una barriera di appena 1 dollaro all’ingresso del social dovrebbe bastare per ridurre drasticamente la creazione di nuovi utenti fake automatizzati.

X a pagamento per tutti?

Se questa mossa di Elon Musk avrà successo, e molto probabilmente lo avrà (almeno all’inizio), allora è praticamente certo che il modello attualmente in fase di test diventerà la normalità nel resto del mondo: X continuerà a cancellare gli account falsi dalla piattaforma e impedirà di crearne di nuovi imponendo la “tassa” da 1 dollaro l’anno.

E poiché negli ultimi anni la tendenza delle piattaforme è quella di imitarsi a vicenda, nel bene e nel male, è molto probabile anche che altri social in futuro seguano la stessa strada. Meta, d’altronde, ha già proposto alla UE l’introduzione di un abbonamento (carissimo) per gli utenti europei in cambio della sicurezza di non essere tracciati.

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