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Nuova dieta per le renne Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Perché questi animali stanno iniziando a comportarsi in modo diverso

Le renne che vivono alle Isole Svalbard, al Polo Nord, si comportano in maniera insolita per quel che riguarda le loro abitudini alimentari

Sono senza dubbio uno dei tanti simboli di questo periodo di fine anno: oltre all’immancabile abete decorato e a Babbo Natale, durante queste settimane non possono non venire in mente le renne che, secondo la tradizione, trainano la slitta guidata proprio dall’anziano barbuto vestito di rosso. Questi animali stanno destando una certa curiosità da qualche tempo a questa parte.

Che cosa sta succedendo? Le abitudini delle renne sono cambiate in modo evidente. In particolare, il famigerato riscaldamento globale sta spingendo i mammiferi in questione a "dirottare" la loro dieta verso altre erbe rispetto a quelle consumate di solito. Alcuni ricercatori stanno non a caso approfondendo la situazione con uno studio ad hoc.

I campioni di sangue delle renne

Le renne tendono ora a privilegiare piante giudicate simili a "ghiaccioli" e che emergono direttamente dal ghiaccio e dalla neve. Il loro comportamento è al centro di una ricerca condotta della dottoranda Tamara Hiltunen dell’Università di Oulu, in Finlandia (paese azzeccato come non mai per uno studio del genere). Insieme ad alcuni colleghi, ha esaminato i campioni di sangue raccolti a fine inverno ai mammiferi come parte di un monitoraggio di più lungo termine. Ci si è concentrati, in particolare, sugli isotopi di azoto e carbonio e si è accertato quali piante le renne avessero mangiato nelle settimane precedenti.

Lo studio è stato poi pubblicato sulla rivista scientifica specializzata "Global Change Biology": in poche parole, tra il 1995 e il 2012 la dieta delle renne è cambiata per quel che riguarda i muschi a crescita più bassa. Questi ultimi non sarebbero più graditi dagli animali tanto cari a Babbo Natale, mentre andrebbero per la maggiore le piante simili all’erba. Il periodo in questione è stato caratterizzato, tra l’altro, da una neve più normalizzata, un aumento delle temperature estive e soprattutto la crescita della popolazione delle renne. Ma quali sono le piante che la specie consumerebbe in misura crescente?

Le renne delle Svalbard

Si sta parlando dei cosiddetti graminoidi, un foraggio che risulta disponibile lungo tutto il corso dell’anno, anche quando il ghiaccio ha uno spessore di qualche centimetro. In aggiunta, dettaglio non certo secondario, il suolo più caldo delle zone frequentate dalle renne e le maggiori quantità dei loro escrementi e dell’urina sul terreno hanno contributo a una maggiore disponibilità delle piante stesse. Volendo essere ancora più precisi, lo studio dell’università finlandese si è concentrato sulle Isole Svalbard, l’ultimo avamposto popolato dall’uomo prima del Polo Nord. Il cambio di dieta viene comunque considerato qualcosa di positivo da parte degli esperti. La ragione di questo ottimismo è presto detta.

Secondo l’University of North Dakota, è un segnale incoraggiante perché gli animali riescono a fronteggiare in modo esemplare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Altri fattori, invece, potrebbero essere nocivi per le renne. Ad esempio, alcune piogge sulla neve hanno favorito la comparsa di funghi e muffe tossiche a causa delle condizioni più calde rispetto al passato. In caso di ingestione, i mammiferi potrebbero subire conseguenze pesanti per la loro salute. In pratica la situazione rimane incerta e si dovranno attendere i prossimi anni per capire in che modo è evoluta.

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