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SCIENZA

Una nave storica affondata nel 1708 potrebbe essere presto recuperata, al suo interno un bottino da 17 miliardi

Un tesoro da 17 miliardi e un galeone spagnolo nel mare dei Caraibi: non è la trama di un film ma la realtà. Ecco storia e ipotesi di recupero

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Antica nave recuperata Fonte foto: iStock

Nel mare dei Caraibi si nasconde un tesoro dal valore attuale di 17 miliardi di dollari. Sembra una storia di pirati perché lo è, almeno in parte. Si tratta del galeone spagnolo San José, parte della flotta spagnola del tesoro. Affondato nel 1708 dal corsaro britannico Charls Wager, al largo di quella che è oggi la Colombia. Il suo ritrovamento risale al 2015, ben 307 anni dopo. L’acqua salata ne ha ottimamente conservato la struttura dopo tre secoli e il carico è ancora lì, con oro, argento e smeraldi.

Un tesoro da 17 miliardi

Come c’era da aspettarsi, dopo il ritrovamento nel 2015 ha avuto inizio una battaglia legale per il riconoscimento dei diritti sul galeone spagnolo. Un tesoro di questa portata non poteva condurre ad altro scenario.

A distanza di quasi dieci anni, le controversie legali tra Paesi sembrano ormai concluse. Di fatto il recupero del galeone colmo di tesori potrebbe avere inizio ad aprile 2024. Il relitto ha un enorme valore storico e sociale, che raggiunge livelli inestimabili. Lungo 40 m, può trasportare 500 uomini e 72 cannoni. A ciò occorre aggiungere l’interezza del carico, tra metalli merci e provviste.

Un vero e proprio capolavoro artigianale. C’è chi definisce il galeone San José l’apice della costruzione navale spagnola del tempo. Viene però da chiedersi come sia stato possibile che nessun malintenzionato abbia tentato il recupero illegale dell’imbarcazione. Il motivo risiede nel fatto che la Columbia ha protetto con il segreto di Stato l’aria specifica nella quale la rilevazione era stata effettuata.

La prima bega legale è scoppiata tra il governo colombiano e la Sea search armada, ovvero una società di recupero degli Stati Uniti. Quest’ultima ha rivendicato la proprietà del galeone, sostenendo d’aver individuato per prima l’area del naufragio, nel lontano 1981.

Una questione risolta da un tribunale USA, che ha dato ragione alla Colombia. Dopo il secondo ritrovamento nel 2015, però, sono state avanzate nuove rivendicazioni. Com’era ovvio pensare, anche il governo spagnolo ha avanzato delle richieste, sfidando legalmente la Colombia. Al tempo stesso sono state sollevate delle rimostranze da parte di associazioni di rappresentanza delle popolazioni native colombiane. Si ritiene infatti che il contenuto della nave sia stato sottratto illegalmente ai loro antenati. Per questo motivo si richiede la redistribuzione del bottino come compensazione per il genocidio subito durante l’epoca della colonizzazione spagnola delle Americhe.

Una situazione aggravata dal fatto che la Colombia abbia deciso di mettere all’asta parte del tesoro da 17 miliardi, al fine di finanziare i costi enormi per il recupero della nave. Gli alti tribunali del paese e l’UNESCO sono dunque intervenuti per tentare di redimere il caos legale generato. È stato così bloccato il tentativo di recupero a fini commerciali avanzato dal governo colombiano.

Il recupero del galeone del tesoro

Il galeone San José verrà recuperato ma, al tempo stesso, trattato come patrimonio culturale e storico condiviso. La gestione delle operazioni è stata affidata ad Alhena Caicedo, direttrice dell’istituto colombiano di antropologia e storia.

Ad aprile 2024 avranno inizio i lavori di esplorazione. L’obiettivo è quello di operare un recupero senza danni, al fine di poter esporre il galeone, così come i suoi tesori, in un museo pubblico. Una vera e propria impresa, che definire complessa sarebbe un eufemismo. Esistono infatti pochi precedenti di operazioni simili. In nessun caso è stato tentato in acque calde, per navi di tali dimensioni e così antiche. Il grande rischio, infatti, è che tutto si sgretoli durante le operazioni di recupero. Basti pensare che per il recupero di una nave del XVI secolo sono stati richiesti ben 10 anni di immersioni, soltanto per capire il modo in cui operare. In quel caso si è comunque riusciti a recuperare unicamente una sezione dello scavo.

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