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Migliaia di stelle distrutte dai buchi neri Fonte foto: NASA
SCIENZA

Buchi neri ultra violenti stanno demolendo migliaia di stelle

Le stelle demolite da alcuni buchi neri hanno impressionato gli scienziati della NASA che hanno approfondimento il fenomeno in un articolo

Gli scienziati della NASA non stanno mai con le mani in mano, è chiaro, quindi non bisogna stupirsi più di tanto se le scoperte dell’agenzia spaziale americana siano praticamente quotidiane. Grazie a un’indagine specifica di questi giorni, ad esempio, si è capito come i buchi neri stiano letteralmente demolendo le stelle per incrementare il loro peso complessivo.

La scoperta è stata possibile grazie all’osservazione di un centinaio di galassie mediante il dispositivo a raggi X Chandra. Non meno di due mesi fa due buchi neri si sono scontrati con conseguenze inevitabili sullo spazio-tempo, mentre il comportamento di quelli che stanno “ingrassando" è stato definito senza mezzi termini “violento".

I raggi X a cui si è appena fatto riferimento sono stati sfruttati insieme alle immagini ottiche del celebre telescopio Hubble, per la precisione quelle relative ad alcune galassie. La sovrapposizione delle immagini ha permesso di capire il percorso di diversi buchi neri che hanno raggiunto ragguardevoli dimensioni. La distruzione stellare, inoltre, è avvenuta su una scala mai registrata prima, ma gli astronomi hanno deciso di concentrarsi su due classi distinte di questi corpi celesti. La “varietà" più piccola è stata quella del buco nero di massa stellare che pesa dalle 5 alle 30 volte la massa del Sole. L’altra varietà è quella del buco nero supermassiccio, il quale di solito viene individuato al centro delle galassie più grandi.

La densità stellare giusta

Tra l’altro esisterebbe pesino una classe intermedia, non ancora provata in via ufficiale. L’ultima ricerca della NASA ha evidenziato come i buchi neri siano protagonisti di una crescita incontrollata dal punto di vista della massa stellare. Si è capito da poco perché questi corpi celesti non riescono a “ingoiare" l’intero Universo, diversamente da quanto avviene con le stelle. Lo studio condotto dall’agenzia spaziale americana è partito dal presupposto che, con una densità stellare superiore a un valore soglia, ogni singolo buco nero può subire una rapida crescita, distruggendo e ingerendo gli oggetti celesti nelle più immediate vicinanze.

La storia dell’Universo

I raggi X di Chandra hanno messo in luce come gli insiemi con densità superiore alla soglia appena descritta presentassero il doppio dei buchi neri in crescita rispetto a quelli con una densità più bassa. Questi valori, tra l’altro, dipendono anche dalla velocità con cui le stelle tendono a muoversi negli ammassi stessi. Questi comportamenti così particolari possono verificarsi in qualsiasi momento della storia dell’Universo, un dettaglio che rende ancora più affascinante la novità. I risultati scientifici sono stati raccolti e proposti per un articolo approfondito che le riviste specializzate non potevano lasciarsi sfuggire.

La pubblicazione è avvenuta all’interno del “The Astrophysical Journal": gli autori dello studio fanno parte di varie università, non soltanto americane ma anche israeliane, un lavoro di gruppo che dovrà essere ampliato con i futuri aggiornamenti sui buchi neri. Gli scienziati sono già riusciti a pesare questi oggetti celesti, di conseguenza ci si potrà attendere di tutto nei prossimi mesi. Fondamentale sarà ancora una volta il Chandra X-ray Center è parte integrante dello Smithsonian Astrophysical Observatory che gestisce le operazioni scientifiche dal Massachusetts, una struttura che spera di essere annoverata presto per altre scoperte sensazionali sul cosmo.

Buchi neri e distruzione di stelleFonte foto: NASA

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