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SCIENZA

C'è un buco nero che sta iniziando a comportarsi in modo strano

Il buco nero Sagittarius A, al centro della Via Lattea, sta destando sensazione per il suo strano comportamento e le espulsioni di energia

La nostra galassia non smette di sorprendere. La Via Lattea riserva sempre una sorpresa dopo l’altra e una chiara conferma si è avuta negli ultimi giorni, quando proprio in questa porzione di Universo sono stati rilevati degli strani filamenti di energia, la cui lunghezza è stata calcolata in diversi anni luce. Potrebbe trattarsi dei residui delle esplosioni di uno specifico buco nero.

Il corpo celeste in questione risponde al nome di Sagittarius A. Le sue caratteristiche sono presto dette: la massa è pari a 4 milioni di volte quella del Sole, oltre al fatto che tutte le stelle della stessa Via Lattea, compresa la nostra, compiono attorno a questo buco nero il loro moto di rivoluzione. Che cosa hanno scoperto nello specifico gli astronomi?

Le ricerche approfondite sul buco nero

Le strisce energetiche di cui si sta parlando potrebbero essere i residui, un po’ sbiaditi a dire la verità, delle deflagrazioni di cui il buco nero si è reso protagonista. I ricercatori della Northwestern University dell’Illinois hanno condotto una serie di ricerche approfondite, sfruttando in particolare alcuni strumenti sofisticati. Si sta parlando del telescopio MeerKAT e delle antenne del South African Radio Astronomy Observatory. I risultati dello studio sono poi stati pubblicati in un recente articolo della rivista specializzata “The Astrophysical Journal Letters”.

La scoperta sul buco nero Sagittarius A aggiunge una dimensione nuova di zecca alla complessità elettrica che contraddistingue l’intera Via Lattea. I ricercatori americani sono riusciti a individuare dei filamenti radio che somigliano a sottili tubi, con una lunghezza di circa 150 anni luce per la precisione. Questi stessi filamenti corrono in perpendicolare rispetto al piano galattico, un po’ come se fossero i picchetti di una recinzione. Gli esperti si sono detti sorpresi del fatto che i filamenti di energia puntino verso il buco nero. Tra l’altro, il corpo celeste si sta comportando in un modo davvero singolare.

La rotazione di cui è protagonista il buco nero

Come hanno avuto modo di sottolineare gli scienziati, il buco nero Sagittarius A sta ruotando su un asse che è parallelo al piano galattico della Via Lattea: l’energia viene espulsa dai poli, in termini semplici come quando il dentifricio esce dal tubetto a causa della pressione che viene esercitata con le dita. C’è comunque da dire che non si è ancora capito cosa siano i filamenti verticali perpendicolari, dunque l’Event Horizon Telescope (la vasta rete di postazioni di osservazione terrestri che nel 2022 ha prodotto la prima immagine del buco nero) avrà ancora molto lavoro da sbrigare.

Il fatto che Sagittarius A abbia una massa di questo tipo, confinata in una sfera del diametro di 44 milioni di chilometri, esclude la possibilità che si tratti di qualcosa di diverso rispetto a un buco nero. Con altre concentrazioni, infatti, l’oggetto in questione sarebbe collassato immediatamente oppure evaporato su una scala di tempo inferiore all’età della Via Lattea. Quello che è stato osservato, però, non fa propendere per un buco nero in senso stretto. L’energia radio e quella infrarossa sono emanate dal gas e dalle polveri riscaldate a milioni di gradi Kelvin mentre cadono nell’oggetto celeste.