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SCIENZA

Sappiamo cos'è la strana impronta gigante avvistata su Marte

Una impronta di grandi dimensioni e simile a una farfalla: è questa l'ultima scoperta marziana che ha lasciato gli scienziati a bocca aperta

C’è spesso un pizzico di romanticismo misto a tenerezza nelle scoperte su Marte. Il pianeta rosso sorprende sempre, come ad esempio quando è stato individuato un fiore minerale, mentre invece nelle ultime ore l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) si è imbattuta in una farfalla. Ovviamente non si sta parlando di un insetto vero e proprio, ma di una impronta che lo ricorda molto da vicino.

Le immagini trasmesse dalla navicella Mars Express hanno messo in mostra un cratere di grandi dimensioni nella regione nota come Hesperia Planum e che è molto simile a una splendida farfalla per quel che riguarda i contorni. Hesperia Planum è una pianura lavica che si conosce da tempo, perché questa particolarità era sfuggita proprio a tutti finora?

Le misure non sono indifferenti: l’impronta in questione misura oltre 24 chilometri di lunghezza, 11,2 chilometri di larghezza, mentre la profondità arriva fino a 650 metri. La spiegazione della scoperta soltanto recente è presto detta. Questo cratere che ricorda una farfalla è riemerso improvvisamente a causa di alcune colate laviche. Le curve che si possono notare nelle foto scattate dall’ESA non sono altro che le cosiddette "creste di rughe", una conformazione particolare del terreno che è dovuta alla tettonica compressiva. C’è poi una particolarità che rende il cratere unico e quasi inimitabile.

Un angolo di impatto molto basso

Normalmente i crateri da impatto come questa impronta che somiglia tanto a una farfalla sono circolari, mentre quello di cui si sta parlando è ellittico, con un angolo di impatto molto basso secondo gli ultimi calcoli (10 gradi per la precisione). Ce ne sono comunque altri non molto diversi sempre su Marte, così come sulla Luna. È comunque il cratere Jezero che attira le maggiori attenzioni degli scienziati quando si parla del pianeta rosso, dunque anche questo dettaglio può spiegare perché la scoperta della farfalla sia stata soltanto recente. Si è parlato in precedenza di colate laviche e non è affatto un caso.

Una zona molto chiara

L’Hesperia Planum, la pianura in cui si trova l’impronta dalla forma inequivocabile, è caratterizzata dalla presenza di un vulcano molto antico, noto come Tyrrhenus Mons. Le colate sono state dunque numerose tantissimo tempo fa, fino a dare alla pianura l’attuale conformazione. Il nome della zona di Marte si deve a un astronomo italiano, Giovanni Schiaparelli, che intendeva indicare una parte del pianeta più chiara rispetto a tutto il resto. Soltanto nel 1972 è stato possibile studiarla in maniera approfondita, con la scoperta dell’erosione continua del vento e dei vari crateri. Sono proprio questi ultimi che indicano l’età della pianura stessa.

Sembra infatti che si sia formata in un periodo intermedio per quel che riguarda la storia geologica di Marte. In poche parole, la sua prima apparizione è collocata nell’Esperiano, un periodo a metà strada fra il Noachiano (in superficie era presenta acqua allo stato liquido) e l’Amazzonico (quando Marte diventò un pianeta più asciutto e freddo). L’impronta a forma di farfalla apre la strada a nuovi orizzonti per la ricerca sul pianeta rosso con tutte le possibili scoperte che si possono immaginare. Marte rimane così intrigante eppure ancora misterioso da moltissimi punti di vista.

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