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Una nuova scoperta su Marte, un tempo aveva un oceano con spiagge sabbiose

Marte aveva spiagge, un oceano, fiumi e laghi. Le scoperte dei vari rover inviti stanno offrendo sempre più prove in merito: ecco la più recente

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Scoperta su Marte Fonte foto: 123RF

È stata compiuta una scoperta sensazionale dal rover cinese Zhurong. La notizia ha ovviamente fatto il giro del mondo in poco tempo, considerando come la percezione che abbiamo di Marte potrebbe mutare radicalmente.

Nella zona di Utopia Planitia sono stati trovati dei sedimenti sotterranei. È stata rilevata una similitudine con quelli che generalmente si trovano al largo delle spiagge sulla Terra. Immediata la formulazione di un’ipotesi che ha del clamoroso: Marte un tempo potrebbe aver ospitato un vasto oceano e, dunque, aver avuto un panorama ben diverso da quello attuale, con affascinanti spiagge.

Spiagge su Marte

Un placido weekend in spiaggia su Marte? Un tempo era realtà o così pare. Siamo ancora nel campo delle ipotesi ma il rover cinese Zhurong ha individuato tracce di quelle che sembrano essere antiche spiagge.

I dati sono stati analizzati da un team di ricercatori dell’Università della California – Berkley. Gli elementi sono stati ottenuti sul pianeta rosso tra il 2021 e il 2022, precisamente nell’area denominata Utopia Planitia. I sedimenti individuati sono analoghi a quelli rilevabili al largo delle spiagge sul nostro pianeta, sia per disposizione che per inclinazione.

Una scoperta che rafforza l’ipotesi che un tempo Marte ospitasse un vasto oceano, così come fiumi e laghi. Un elemento che si aggiunge al grande mosaico della storia geologica del pianeta. Tutto ciò spinge il mondo scientifico a ricercare inoltre possibili indizi di eventuali forme di vita che un tempo abitavano la superficie e non solo.

Cosa è stato scoperto

Scendiamo però nel dettaglio di cosa è stato effettivamente scoperto dal rover Zhurong. Utopia Planitia è un’enorme pianura, sita nell’emisfero settentrionale. Qui sono state inviate delle onde radio nel terreno, al fine di analizzarne le strutture sotterranee (fino a 80 metri di profondità).

È stato possibile grazie allo strumento noto come Ground Penetrating Radar, che ha evidenziato dati che rivelano la presenza di depositi tra i 10 e i 35 metri di spessore. Questi sono composti da materiale con caratteristiche simili alla sabbia (non di origine vulcanica o da impatto con asteroidi, dunque).

Questi strati risultano inclinati in maniera uniforme, come avviene a bassa profondità nei pressi dei litorali della Terra. Queste formazioni sono state tracciate per 1,2 km, circa, rafforzando l’ipotesi che in quell’area, un tempo, ci fosse un ambiente marino.

Ecco il parere di Michael Manga, coautore dello studio: “Non somigliano a delle dune di sabbia, a crateri o colate laviche. Presentano una disposizione e un tipo di inclinazione che sono compatibili con dei sedimenti depositati dall’acqua nel corso del tempo”.

Da precisare, inoltre, come questa sia una delle varie scoperte a tema su Marte. Il rover Curiosity ha individuato segni di ondulazioni sedimentarie nel cratere Gale. Ciò indica come dell’acqua liquida fosse presente nella zona, senza copertura di ghiacci. Perseverance ha invece confermato l’esistenza di un delta fluviale nel cratere Jezero. Ciò che oggi sappiamo di Marte, dunque, non coincide con la sua immagine in un remotissimo passato.

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