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Elon Musk potrebbe comprare una banca

Il patron di Tesla, The Boring Company, SpaceX e Twitter non esclude la possibilità di comprare la Silicon Valley Bank appena fallita: "Aperto all'idea"

Automobili elettriche, intelligenza artificiale, spazio e connessioni satellitari, un social e, adesso, anche una banca: è questo il futuro prossimo di Elon Musk? L’imprenditore sudafricano, naturalizzato statunitense, è “aperto all’idea” e, di conseguenza, non è da escludere che entro fine anno Musk si ritrovi con un istituto di credito nel suo gigantesco portafoglio di aziende. Speculazioni? Indiscrezioni? No, niente affatto: lo ha detto proprio Musk.

La banca: SVB

La banca di cui stiamo parlando è la Silicon Valley Bank, fondata nel 1983 a Santa Clara, California, e fallita il 10 marzo 2023 lasciando di stucco non solo i correntisti, ma anche le migliaia di aziende e startup tecnologiche che su di essa contavano per le proprie attività.

Per quasi quarant’anni, infatti, la SVB ha finanziato moltissime aziende della Silicon Valley aiutandole a passare dallo stato di startup a quello di company matura. Allo stesso tempo, per anni la Silicon Valley Bank ha gestito l’erogazione mensile degli stipendi dei dipendenti di queste società.

Sebbene nel mondo in pochi la conoscessero, prima del fallimento, SVB era un colosso: si stima fosse la sedicesima banca americana per dimensioni, con diramazioni anche in India e nel Regno Unito.

Twitter dovrebbe comprare SVB

Mentre negli Stati Uniti i telegiornali parlano del crac di SVB in ogni edizione, su Twitter c’è già chi ipotizza un possibile acquisto della banca da parte di Elon Musk.

Min-Liang Tan, CEO e fondatore della nota azienda di periferiche per il gaming Razer, ha gettato la pietra nello stagno con un tweet: “Credo che Twitter debba comprare SVB e diventare una banca digitale“. Poche parole, ma molto chiare e senza alcun rischio di fraintendimento.

Come chiarissima è stata la risposta di Elon Musk, che di Twitter è il nuovo padrone da alcuni mesi: “Sono aperto all’idea“. Che Twitter abbia “bisogno” di un braccio finanziario al fine di diventare anche uno strumento per scambiarsi denaro è da tempo nella testa di Musk, che lo ha anche detto esplicitamente.

Nella sua idea di Twitter come “super app“, infatti, c’è anche la gestione delle transazioni economiche. Come farlo, però, non è affatto semplice da stabilire anche perché ci sono forti implicazioni legali.

Il caso di Libra, la moneta virtuale che Facebook avrebbe dovuto lanciare negli scorsi anni e che poi è stata messa da parte per insormontabili ostacoli normativi, lo dimostra chiaramente.

Musk conosce il settore

Nel caso specifico di Elon Musk, però, va anche notato che l’imprenditore conosce molto bene il settore della finanza digitale, e neanche da poco tempo. Proprio Musk, infatti, è stato il fondatore nel lontano 1999 di X.com, una delle prime banche online.

X.com fu poi chiusa nel 2000 in seguito alla fusione con Confinity, dalla quale nel giro di poco nacque PayPal. Da notare, infine, che nel 2017 Elon Musk ha ricomprato il dominio Internet X.com da PayPal ma al momento lo tiene inutilizzato.