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Guerra in Ucraina: ExoMars a rischio? Fonte foto: iStock - 3DSculptor
SCIENZA

Guerra in Ucraina, l'ESA ha preso una decisione sulla Russia

L'applicazione delle sanzioni contro la Russia rende il lancio della missione ExoMars nel 2022 "molto improbabile": le decisioni dell'Esa sulla crisi in Ucraina

È arrivata nella serata di ieri, 28 Febbraio, la prima comunicazione ufficiale dell’Esa in merito al prossimo destino delle collaborazioni in essere con l’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos).

In seguito al rapido aggravarsi della situazione in Ucraina, il cauto ottimismo mostrato negli ultimi giorni dal Direttore Generale dell’Esa Josef Aschbacher è costretto a cedere il posto ai toni, piuttosto duri, del comunicato ufficiale appena rilasciato dall’Agenzia Spaziale Europea.

Il futuro di Exomars a rischio

Il comunicato dell’Esa inizia con una premessa: la priorità assoluta è quella di "prendere le giuste decisioni, non soltanto per amore dei nostri programmi, ma in pieno rispetto dei valori Europei, che da sempre danno forma al nostro approccio alla cooperazione internazionale". La cooperazione nello spazio, che fino a qualche ora prima veniva definita da Aschbacher "un ponte" capace di spegnere il conflitto in corso sulla Terra, non è cosa "aliena agli umani" – e deve rispondere di quel che accade sul pianeta.

"Stiamo mettendo in atto tutte le sanzioni imposte alla Russia dagli Stati Membri" si legge nel comunicato. L’ESA sta in queste ore valutando "le conseguenze su ognuno dei programmi in corso in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos".

La prima cosa che viene alla mente è il destino del programma Soyuz dello spazioporto Esa di Kourou, collaborazione inaugurata nel 2011 e allora presentata come "una pietra miliare della cooperazione nel trasporto spaziale tra Europa e Russia". La Roscomos aveva già dichiarato di voler ritirare il proprio personale dallo spazioporto europeo, appena dieci giorni dopo l’ultimo lancio, il 27esimo, della coppia Esa-Roscomos.

Il destino del prossimo futuro sembrava chiaro, e la risposta dell’Esa conferma lo scenario di rottura anticipato dall’Agenzia Spaziale Russa: "valuteremo per ogni carico istituzionale europeo sotto la nostra responsabilità il servizio di lancio appropriato basato sui vettori esistenti e sui razzi in sviluppo Vega-C e Ariane 6". Quanto alle missioni cargo, l’Esa farà tutto in casa – escludendo di fatto momentaneamente l’uso della Soyuz.

Ma quello che tutti si chiedono è: che fine farà la missione ExoMars, che vede la collaborazione diretta di Esa e Roscomos nell’esplorazione di Marte? La seconda missione del programma ExoMars, che porterà sul pianeta rosso un rover dell’Esa, era programmata per il Settembre del 2022. Eravamo tutti piuttosto certi di vederla lanciare entro la fine di quest’anno. La doccia fredda si palesa in poche parole: "le sanzioni ed il contesto generale rendono il lancio nel 2022 molto improbabile", si legge nel comunicato dell’Esa.

Ad oggi, il destino di ExoMars è a rischio. L’Esa sta valutando tutte le opzioni possibili per non perdere il programma, e riferirà quanto prima agli Stati Membri.

Cosa succederà alle missioni Esa?

Lo denuncia da tempo lo stesso direttore Aschbacher, gli ha fatto recentemente eco l’astronauta italiano Luca Parmitano: l’Esa ha bisogno di un accesso autonomo allo spazio, che non dipenda dai mezzi di altre agenzie spaziali per trasportare i propri astronauti in orbita ed oltre.

Non avere più a disposizione il programma di lancio della Soyuz, oltre a compromettere pesantemente l’importante collaborazione di Kourou, imporrebbe all’Europa l’utilizzo delle navicelle Dragon di SpaceX per inviare i propri astronauti in orbita – cosa già da tempo in programma per la prossima missione, che vedrà Samantha Cristoforetti al comando della Stazione Spaziale Internazionale.

Le "difficili decisioni" che l’Esa si trova costretta a prendere in queste drammatiche ore potrebbero avere delle conseguenze sul medio termine: rimandare ancora una volta ExoMars, la cui seconda missione era inizialmente prevista per il 2018, significherebbe secondo alcuni abbandonare ogni speranza. Ma soprattutto, lasciare Roscomos fuori dal programma significherebbe non avere più a disposizione il lander Kazachok, che dovrebbe portare il rover europeo Rosalind Franklin sulla superficie del pianeta rosso. Rimandare oggi la missione ExoMars significa comunque, nella migliore delle ipotesi, rimandare il tutto alla prossima finestra di lancio disponibile, nel 2024.

Quanto alla Stazione Spaziale Internazionale, l’Agenzia Spaziale Europea non si è espressa nel dettaglio, probabilmente lasciando l’ultima parola in materia alla NASA, che ancora ieri affermava che "il conflitto non coinvolge la collaborazione internazionale sulla ISS".

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