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Sanzioni Russia, a rischio i razzi Soyuz Fonte foto: iStock
SCIENZA

La Russia risponde alle sanzioni: bloccati i lanci dei razzi Soyuz

I lanci dei razzi russi Soyuz sono stati sospesi in seguito alle sanzioni dell'UE a Mosca dopo lo scoppio della guerra

La guerra in Ucraina sta avendo delle ripercussioni importanti, ancora poco approfondite a livello giornalistico, sul settore aerospaziale. Nei giorni scorsi sono state formulate diverse ipotesi in merito al destino della Stazione Spaziale Internazionale, in cui Russia e Stati Uniti sono i paesi "dominanti", ora si fanno spazio le novità in merito ai razzi Soyuz. Come reso noto dall’agenzia spaziale russa Roscosmos, infatti, sono stati interrotti tutti i lanci di questi dispositivi, nello specifico dallo spazioporto che si trova nella Guyana francese. Il motivo è facilmente intuibile, al momento le sanzioni dell’UE contro Mosca non rendono possibile alcun lancio e le prossime settimane potrebbero essere ancora più incerte.

Roscosmos è stata molto chiara nelle sue dichiarazioni ufficiali. Si è deciso di sospendere la cooperazione con i partner europei nell’organizzare i lanci spaziali di razzi Soyuz dal cosmodromo di Kourou. Inoltre, è stato scelto di ritirare il personale e l’equipaggio del lancio da questa zona del mondo. C’è poi un altro aggiornamento significativo in tal senso. La Russia sta richiamando 87 dipendenti dallo spazioporto della Guyana, nello specifico i lavoratori che fanno parte di diverse società russe (NPO Lavochkin, Progress RCC e TsENKI). I Soyuz sono veicoli spaziali sviluppati fin dai tempi dell’Unione Sovietica: il primo volo senza equipaggio risale al 1966, mentre l’anno successivo vennero coinvolte anche le persone.

Gli ultimi lanci e quelli in programma

L’ultimo lancio di un Soyuz dal centro della Guyana francese non è molto lontano nel tempo. Il decollo è avvenuto lo scorso 10 febbraio, quando il veicolo è stato spedito in orbita per trasportare 3 satelliti. Per quel che riguarda il prossimo lancio, invece, si era pensato di programmarlo per aprile, con due satelliti di navigazione Galileo da inviare appunto in orbita, ma ovviamente l’incognita rimane ben presente. La reazione comunitaria alla sospensione dei lanci non si è fatta attendere, in particolare ha parlato il commissario europeo per lo spazio.

La risposta dell’Unione Europea

Thierry Breton ha sottolineato come la decisione di Mosca non influenzerà in alcun modo il servizio per gli utenti dei satelliti Galileo e nemmeno quelli del programma satellitare di osservazione della Terra, il cosiddetto Copernicus. Inoltre, la scelta di tenere fermi i Soyuz non dovrebbe incidere sullo sviluppo futuro delle infrastrutture di cui si sta parlando. Roscosmos è molto attiva in questi giorni con dichiarazioni e annunci, d’altronde non potrebbe essere diversamente. Ad esempio, la collaborazione sulla prevista missione russa "Venera-D" sul pianeta Venere è in forte dubbio. Il numero uno dell’agenzia spaziale, Dmitry Rogozin, è stato molto chiaro in tal senso.

Non ha utilizzato un aggettivo qualsiasi per definire la prevista partnership Usa-Russia in merito a Venere: secondo Rogozin si tratta di un’ipotesi "inappropriata" visti i recenti accadimenti. Si tratta di una missione che è stata programmata da tempo, con i colloqui tra Mosca e Washington avviati fin dal 2017. Il 2022 doveva essere un anno molto intenso per quel che riguarda voli e missioni di questo tipo, purtroppo la guerra in Ucraina ci sta mettendo un grosso zampino e tra Soyuz bloccati e scienziati russi in enorme difficoltà, il futuro è più nebuloso che mai.

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