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Internet vietato ai minori in Cina: che sta succedendo

Il governo e la Cyberspace Administration of China verso il blocco di Internet per i minori nelle ore notturne e la riduzione dell’utilizzo giornaliero del web

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bambini cinesi internet Fonte foto: Shutterstock

Il governo cinese e la Cyberspace Administration of China (CAC) hanno sostenuto che i bambini e i ragazzi di età inferiore ai 18 anni dovrebbero poter accedere a Internet per un massimo di due ore al giorno, con il divieto di navigare in rete, sempre sui dispositivi mobili, dalle 22 alle 6 del mattino. Una dichiarazione di intenti piuttosto decisa che ha messo in subbuglio l’ecosistema delle molte società cinesi che si occupano di tecnologia, facendo crollare di colpo il valore delle loro azioni.

Internet vietato, cosa succede in Cina

Le rigide misure governative contro l’utilizzo di Internet devono ancora essere approvate ufficialmente ma, secondo diverse fonti, si tratterebbe solo di un’approvazione pro forma e le restrizioni sono già state decise: entreranno in vigore già dal prossimo 2 settembre.

Lo scopo di questi provvedimenti è “proteggere i giovani dal pericolo della dipendenza da Internet“, un fenomeno piuttosto comune in Cina, dove addirittura esistono dei centri di riabilitazione (molto simili a delle accademie militari) per curare quella che ormai viene definita come “Internet Addiction Disorder“.

Con le nuove norme, i minori di 18 anni non potranno più accedere al web dal proprio smartphone in un orario compreso tra le 22 e le 6 del mattino. Inoltre il Governo sta per introdurre anche un sistema (probabilmente tramite un software da installare sul telefono) per limitare il tempo giornaliero di connessione.

I minori di 8 anni, quindi, potranno accedere a Internet per 40 minuti al giorno, per i ragazzi e le ragazze tra gli 8 e i 12 anni il tempo sale a 60 minuti. Si arriva a 90 minuti per i 12-15 anni e, infine, a 120 minuti per i ragazzi di 16 e 17 anni.

Cina: la lunga battaglia contro Internet

Ad onor del vero questo non è il primo provvedimento “anti-Internet” del governo cinese che, già nel 2021 aveva imposto un limite di tempo per i bambini che giocano online. Da allora sono diverse le piattaforme e le applicazioni (soprattutto per lo streaming e la condivisione video) che hanno dovuto attivare una “modalità adolescenti che, appunto, restringe l’accesso a tali contenuti ai più giovani, impostando anche un limite giornaliero di utilizzo.

Un’altra delle misure più discusse di sempre ha riguardato il blocco dell’approvazione dei nuovi videogiochi in arrivo sul mercato cinese, una decisione che ha avuto pesanti ripercussioni sulle case produttrici di videogames.

Le autorità hanno dichiarato che queste nuove norme contribuiranno a creare un ambiente digitale sano e sicuro per i minori, evitando la crescita dei casi di problemi alla vista tra i più giovani e la già citata dipendenza da Internet.

Naturalmente sono di un’altra opinione gli oppositori del governo ritengono che si si tratti solo dell’ennesimo provvedimento autoritario per rafforzare il controllo sulle nuove generazioni, sorvegliando i giovani nell’unico posto dove possono avere libero accesso a contenuti e informazioni “pericolose” che potrebbero condizionare il loro punto di vista sulla Cina.

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