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SCIENZA

Un modulo di propulsione sta arrivando sulla Terra dopo essere stato sulla Luna

Isro, Agenzia spaziale indiana, ha svolto una missione sulla Luna: il modulo di propulsione è tornato a casa ed ecco l'obiettivo della missione

Modulo di propulsione Fonte foto: 123RF

Si è svolto con successo il complesso viaggio del modulo di propulsione di Chandrayaan-3. Gli sono stati necessari due mesi e svariate manovre, al fine di rientrare dall’orbita lunare per raggiungere la Terra. Il 17 agosto scorso il lander lunare dell’Agenzia spaziale indiana (Isro) era in un’orbita quasi circolare, a una distanza di circa 150 km sopra la Luna. Ha quindi sganciato il lander Chandrayaan-3, attivando l’unico strumento Shape per osservare la Terra dall’orbita lunare.

Il rientro sulla Terra

Lo scorso 23 agosto, il lander aveva operato uno storico allunaggio per l’Agenzia spaziale indiana. Un orgoglio nazionale per il Paese, divenuto ufficialmente il quarto ad aver effettuato questa operazione, dopo Russia, Stati Uniti e Cina. Un atterraggio morbido, come si dice, con approdo intorno al polo sud del nostro satellite, trasmesso in una diretta streaming dell’Agenzia. Un lancio avviato il 14 luglio dal Centro Spaziale Satish Dhawan, che ha impiegato più di un mese per concludersi.

L’insieme delle manovre aveva lasciato a bordo più di 100 kg di propellente, il che ha spinto Isro a decidere di far rientrare il veicolo spaziale nell’orbita terrestre. Con un peso di 2.145 kg, il veicolo ha svolto la prima manovra del piano il 9 ottobre scorso. Ha così portato la sua orbita lunare da 150 a 5.112 km sopra la superficie della Luna. Pochi giorni dopo, precisamente il 13 ottobre, ha imboccato la giusta traiettoria.

Quest’ultima ha portato il modulo a compiere quattro avvicinamenti totali alla Luna, prima di lasciare definitivamente la sua sfera d’influenza un mese dopo, il 10 novembre. Il 22 del mese il veicolo è rientrato in un’orbita alta della Terra, avvicinandosi al nostro pianeta non oltre i 154mila km. Una distanza che ha consentito a Isro di affermare con certezza come non esistano rischi concreti di avvicinamento ai satelliti operativi che orbitano intorno al nostro pianeta.

L’obiettivo del rientro

Le manovre operate da Isro per il ritorno del veicolo spaziale dalla Luna alla Terra hanno un obiettivo ben preciso. Il tutto è stato fondamentale per accumulare nuovi e specifici dati in vista delle missioni lunari future. Considerando quanto ciò sarà cruciale nel breve periodo, aggiungere quest’ulteriore test è diventato molto rilevante. Si è deciso di testare, tra le varie cose, anche le strategie operative di rientro di eventuali campioni lunari sulla Terra.

Come detto, però, Isro è l’Agenzia spaziale indiana, il che porta a delle domande sui progetti futuri. È bene chiarire, però, come non ci sia alcuna missione di questo genere in programma per il Paese. Ad ogni modo i funzionari hanno discusso il potenziale di una specifica missione di ritorno di campioni a breve termine. Ecco le parole di Shri M. Sankaran, direttore dell’U R Rao Satellite Center dell’Isro: “Il governo indiano ci ha fornito un calendario molto stringente per l’esplorazione dello spazio. Abbiamo bisogno di un ritorno di campioni dalla Luna entro quattro anni, circa”.

Nel prossimo futuro, dunque, l’India scenderà in campo sotto quest’aspetto, in maniera concreta. Si pensa dunque alla prossima missione lunare, che potrebbe essere la Lunar Polar Exploration Mission o la Lupex, in collaborazione con Jaxa, ovvero l’agenziale spaziale giapponese.