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Sta risalendo del magma dal cuore della Terra: c'è il rischio che eruttino altri vulcani?

Sta succedendo proprio adesso: in questo momento tre placche tettoniche si stanno separando l'una dall'altra e così facendo stanno consentendo al magma di salire in superficie e di alimentare diversi vulcani attivi. Quali sono i rischi?

Fiato sospeso e stato d’allerta: complici anche gli avvenimenti in Islanda, l’attenzione sugli eventi terrestri che possono originare violente esplosioni da parte di vulcani è sempre più elevata. Ad accendere i riflettori su quella che potrebbe essere una nuova minaccia è stata la NASA che, per mezzo della voce dei suoi esperti, ha divulgato una serie di informazioni preoccupanti riguardo a quello che è stato ribattezzato Smoking Mountain [montagna fumante, n.d.r.].

Più precisamente, la NASA sta monitorando la Erta Ale, una catena di vulcani posta nel Triangolo di Afar (in Etiopia), un sito già di base molto interessante perché da diversi anni mostra cambiamenti sempre più importanti (e veloci) sia nella sua estensione che nella sua profondità. E proprio da qui sembra che stia salendo del magma verso la superficie.

 La Smoking Mountain e il magma in salita

Per capire meglio cosa sta succedendo, bisogna innanzitutto sapere che il NASA Earth Observatory, una delle fonti principali d’immagini satellitari che immortalano la Terra, ha di recente pubblicato una serie di immagini elaborando anche i dati Landsat dell’US Geological Survey. Grazie allo studio di queste immagini, gli esperti della NASA hanno potuto stabilire che sulla Erta Ale la situazione si sta facendo sempre più "movimentata".

Più precisamente, pare che nella Depressione della Dancalia tre placche tettoniche si stiano separando l’una dall’altra, e ciò sta avvenendo proprio sotto la Smoking Mountain (il cui vero nome è Erta Ale: è proprio il vulcano che dà il nome alla catena). Questo processo sta consentendo al magma di salire in superficie non solo alimentando lo stesso Smoking Mountain, ma anche tutti quelli presenti nell’area.

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Vulcani e rischio d’eruzione

La situazione è da reputarsi allarmante perché la Smoking Mountain è stata anche ribattezzata "porta dell’inferno". Le sue fattezze sono spaventose: un lago di lava si trova e prospera nel suo cratere sommitale e gli studiosi lo tengono sotto controllo da anni, perché è in stato d’agitazione almeno dal 1967. La recente ondata di attività ha fatto sì che gli esperti della NASA rilevassero anomalie termiche proprio nel cratere sommitale.

Già a partire da metà settembre 2023, secondo i rapporti del Global Volcanism Program, l’attività si è fatta via via più intensa e attualmente corrisponde a piccole eruzioni di lava, oltre che a schizzi e colate, che però sono rimaste all’interno del cratere sommitale. L’attuale situazione sta però mettendo tutti sul chi va là, perché si ritiene che la situazione possa in qualche modo peggiorare e non esiste un modo sicuro per stabilirlo: l’area infatti è remota, oltre che in gran parte inaccessibile per lo studio sul campo.

Colate di lava e prospettive future

Nonostante l’attività della Smoking Mountain sia monitorata e che le piccole eruzioni in vetta siano considerate comuni, gli esperti non escludono che si possano creare delle fessure in grado di produrre grandi volumi di lava basaltica. Negli anni passati ciò è già successo e la lava è riversata lungo i fianchi del vulcano, con flussi che coprivano circa 30 chilometri quadrati. Come abbiamo già detto, però, non c’è modo di prevedere ciò che accadrà.

Non esistono dunque reali prospettive future e l’invito degli esperti della NASA alla comunità scientifica in generale è quella di proseguire con il monitoraggio dell’area, che deve essere sempre più attento e accurato per evitare (o almeno tamponare) eventuali fenomeni altamente rischiosi.