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Nuova legge antipirateria: galera e maxi multa contro il pezzotto

In Parlamento una nuova legge che prova a strozzare la pirateria audiovisiva e il "pezzotto" rendendo corresponsabili anche tutte le aziende che, in un modo o nell'altro, permettono all'utente di fruire del servizio

Giuseppe Croce Giornalista

Peppe Croce, giornalista dal 2008, si occupa di device elettronici e nuove tecnologie applicate al mondo automotive. È entrato in Libero Tecnologia nel 2018.

Va avanti spedita la proposta di legge contro la pirateria informatica e audiovisiva che, se dovesse ottenere l’OK del Parlamento senza grosse modifiche, potrebbe costringere gli Internet Service Provider (ISP, cioè coloro che forniscono la connessione a Internet) a disconnettere i servizi di streaming quasi in tempo reale.

La proposta di legge è stata approvata nelle commissioni Cultura e Trasporti e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati e, adesso andrà in aula lunedì 20 marzo. La legge prevede multe pesanti per chi trasmette in streaming partire, film e altre opere protette dai diritti d’autore, e pene detentive fino a 3 anni.

Cosa prevede la nuova legge

La nuova legge antipirateria si occupa principalmente di chi trasmette i contenuti pirata, in pratica di chi diffonde il famoso “pezzotto“, e non degli utenti che si abbonano allo streaming illegale. Inoltre ha due aspetti fondamentali: uno operativo, per bloccare le trasmissioni in diretta, e uno repressivo, fatto di multe e galera.

Dal punto di vista operativo se passa la nuova legge l’Autorità Garante delle Telecomunicazioni (AGCOM) avrà il potere di chiedere ai “i soggetti gestori di motori di ricerca e i fornitori di servizi della società dell’informazione coinvolti a qualsiasi titolo nell’accessibilità del sito web o dei servizi illegali” di impedire l’accesso ai contenuti pirata.

Sempre secondo la nuova legge, poi, questi soggetti che hanno ricevuto la segnalazione specifica da parte dell’AGCOM dovranno impedire l’accesso ai contenuti segnalati entro 30 minuti.

In pratica ciò vuol dire che l’AGCOM potrà chiedere a chi fornisce la connessione tramite cui vengono trasportati i dati dello streaming illegale di tagliare tale connessione. E la richiesta dovrà essere eseguita. Allo stesso tempo l’AGCOM potrà chiedere a Google e Microsoft di oscurare nei rispettivi motori di ricerca i link alle pagine che diffondono il materiale protetto da copyright.

Nuova legge antipirateria: multe e detenzione

C’è poi il lato repressivo della nuova legge, cioè le pene pecuniarie e detentive per coloro che mettono in piedi un’attività economica di sfruttamento illegale dei contenuti protetti da diritto d’autore.

Le multe vanno da un minimo di 10.329 a un massimo di 258.228 euro e, tra l’altro, potranno colpire anche le aziende che non ottemperano alle disposizioni dell’AGCOM. Se l’Autorità chiede ad un ISP di tagliare la spina ad un sito di streaming, e l’ISP non lo fa entro 30 minuti, scatterà dunque la multa che, nel caso specifico, potrà arrivare addirittura fino al 2% del fatturato.

Le pene detentive, invece, vanno da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni di prigione e riguardano solo chi effettua “la fissazione su supporto digitale, audio, video o audiovideo, in tutto o in parte, di un’opera cinematografica, audiovisiva o editoriale ovvero effettua la riproduzione, l’esecuzione o la comunicazione al pubblico della fissazione abusivamente eseguita“. Cioè chi gestisce il pezzotto, in ogni sua forma.