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SCIENZA

C'è una nuova e un po' assurda teoria sul colore degli occhi dei cani

Avete mai notato che la gran parte dei cani ha gli occhi scuri? Secondo una nuova teoria c'è un motivo ben preciso che dipende proprio da noi umani.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Open Science suggerisce una nuova teoria che spiegherebbe come gli esseri umani abbiano influenzato – più o meno consapevolmente – il colore degli occhi nella gran parte dei cani, nelle decine di migliaia di anni di selezione che si sono susseguiti fino a creare quel rapporto del tutto speciale tra l’uomo e il discendente del lupo.

Perché la gran parte dei cani domestici ha gli occhi scuri

Il nuovo studio si deve a un team di scienziati dell’Università delle Scienze di Teikyo, partendo da un semplice dato oggettivo: gli occhi scuri sono più comuni nei cani domestici rispetto ai loro parenti selvatici. Sembra che questo tratto, che di fatto è sotto gli occhi di tutti, abbia un’origine ben precisa legata proprio all’addomesticamento che ha sancito nel tempo il sempiterno legame tra uomo e cane.

Di base sembra che gli esseri umani abbiano una particolare predilezione per gli occhi scuri perché li percepiscono come più amichevoli e rassicuranti. Questa preferenza, secondo il team giapponese di ricerca, avrebbe in qualche modo influenzato l’evoluzione del colore dell’iride in questi animali domestici: “Suppongo che le iridi più chiare abbiano qualche vantaggio evolutivo per i lupi, ma l’addomesticamento ha perso questa pressione selettiva e gli occhi più scuri sono emersi in alcuni cani primitivi” ha affermato Akitsugu Konno, autore principale dello studio.

La nuova teoria suggerisce anche che “i cani con gli occhi scuri potrebbero aver sviluppato il tratto in gran parte come mezzo per inviare segnali visivi non minacciosi agli esseri umani”. Principio affine a quanto accaduto – e già dimostrato dalla scienza – ai muscoli facciali: i cani ne hanno sviluppato alcuni in particolare per assumere un’espressione triste e innescare, dunque, una risposta negli esseri umani. Anche in questo caso, si tratterebbe di puro e semplice vantaggio evolutivo per spingerli a prendersi cura di loro e nutrirli.

L’esperimento e la nuova teoria

Nell’articolo pubblicato su Royal Society Open Science, il team ha descritto l’esperimento condotto e che li ha spinti poi a formulare questa teoria piuttosto insolita. Innanzitutto gli scienziati hanno confrontato il colore dell’iride in 22 immagini di lupi selvatici con varie tonalità di mantello con le immagini di ben 81 cani domestici, appurando che questi ultimi avevano in gran parte occhi scuri o rossastri.

A questo punto hanno creato 12 coppie di immagini che mostrano di volta in volta lo stesso esemplare nella versione con gli occhi chiari e in quella con gli occhi scuri, lasciandole visionare a 76 persone. L’obiettivo era capire la percezione che avessero della personalità di ognuno e di conseguenza quanto fossero spinti a interagirvi o persino prenderli con sé.

Il risultato è stato lampante: i cani con gli occhi scuri hanno ottenuto un punteggio più alto in termini di cordialità rispetto alle versioni con gli occhi chiari. Le persone coinvolte hanno affermato quasi all’unanimità che i primi sembravano più socievoli e affettuosi, persino più intelligenti e soprattutto meno aggressivi. L’esperimento è stato ripetuto successivamente con un altro campione di partecipanti e il risultato è stato quasi identico.

“Noi ipotizziamo che un’iride più scura renda più difficile distinguere la dimensione della pupilla e quindi dia l’illusione di una pupilla grande, che è associata alla nostra percezione dell’essere infantili”, ha affermato il dottor Konno.

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