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Quando si sono estinti i dinosauri Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Nuovi dettagli sull'estinzione dei dinosauri: perché sono così importanti

Una zampa perfettamente conservata ha permesso a un paleontologo di descrivere con precisione cosa avvenne durante l'estinzione dei dinosauri

Quando e come sono morti i dinosauri? Si tratta della più classica domanda da un milione di dollari, finora senza una risposta precisa ma che potrebbe avere qualche delucidazione in più dopo le ultime scoperte di uno dei migliori paleontologi del mondo, Robert DePalma. L’uomo ha esaminato con attenzione il fossile di un Thescelosaurus scoperto nel North Dakota.

Dopo il crollo di una delle più grandi certezze di sempre, il loro colore, ci ha pensato DePalma a raccontare i momenti finali di vita di questi giganti che abitarono la Terra. L’esemplare a cui si è appena fatto riferimento è rimasto intatto almeno per quel che riguarda la zampa, tanto che il gruppo di ricerca ha notato subito pelle, muscoli e ossa.

Secondo quanto riferito da DePalma, il Thescelosaurus si fece prendere dal panico e cercò di fuggire dopo essersi accorto di un’ondata di fango e detriti alta nove metri che spazzò via tutto quello che incontrò sulla propria strada. I dinosauri si sarebbero estinti proprio quel giorno, 66 milioni di anni fa (al termine del Cretaceo) per colpa di un asteroide, sempre secondo il paleontologo: la gamba perfettamente conservata sarebbe stata strappata dal resto del corpo a causa degli urti violenti provocati dall’asteroide stesso, ma c’è bisogno di una precisazione. Proprio DePalma ha ricordato come non sarà mai detto che questo fossile si riferisca a un animale morto nel giorno esatto in cui i dinosauri si sono estinti.

Una zampa da approfondire

Dunque non c’è la certezza al 100% di far coincidere le due cose, anche se la tentazione è fortissima. L’unica cosa che si può fare è calcolare la probabilità che questo e altri dinosauri siano morti il giorno in cui il meteorite ha sconvolto la Terra. La zampa del Thescelosaurus, in particolare, non era in una fase di decomposizione avanzata e questo significherebbe che si sarebbe disarticolata il giorno stesso dell’impatto o poco prima. Ormai si scoprono nuove specie a cadenza regolare, come quella rinvenuta nei Pirenei, dunque gli aggiornamenti di DePalma potrebbero tornare molto utili per approfondire le ultime novità, ma anche per capire meglio le estinzioni attuali degli animali, rendendo queste ricerche utili e preziose.

Gli attimi dopo la caduta dell’asteroide

Lo scenario ricostruito dai paleontologi in base a un singolo fossile di Thescelosaurus è stato in parte abbellito per renderlo ancora più affascinante, ma non si discosta di molto dalla realtà. In seguito all’impatto dell’asteroide, le onde d’urto provenienti da quasi 6mila chilometri di distanza causarono uno tsunami spaventoso, neanche paragonabile a quelli odierni. L’esemplare che sta facendo esultare gli appassionati di questa materia affrontò gli ultimi istanti di vita con comprensibile ansia, ma che tipo di dinosauro è quello di cui ha parlato DePalma?

Si sta parlando di un esemplare erbivoro che visse nel Cretaceo superiore e che presentava un becco e una coda molto rigidi. Gli arti superiori corti e le cinque dita erano altri tratti distintivi: la prima scoperta in assoluto risale al 1890, poi nel 1913 si decise anche di preparare lo scheletro per una descrizione più approfondita. Il significato del nome è a dir poco romantico, visto che significa letteralmente “meravigliosa lucertola dimenticata". Come tanti altri dinosauri non se la passò bene dopo la caduta dell’asteroide, molto probabilmente in primavera come è stato accertato di recente.

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