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SCIENZA

Le conseguenze dell'ondata di caldo oceanico da record preoccupano già

Un 2023 da record, caratterizzato da un'ondata di calore oceanico senza precedenti: ecco le conseguenze e cosa sta accadendo al mondo

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Gli scienziati temono che possa esserci in serbo una stagione degli uragani particolarmente attiva. Ciò a causa delle temperature registrate nell’Oceano Atlantico settentrionale, che hanno superato i limiti ormai da più di un anno.

Ondata di calore allarmante

Per ben 421 giorni consecutivi si è scatenata un’ondata di calore nell’Atlantico settentrionale. Sono stati di fatto battuti i record di temperatura giornaliera, e addirittura frantumati in alcuni casi. Un fenomeno conclusosi il 29 aprile ma, secondo gli esperti, le conseguenze saranno diverse e distribuite nel tempo.

Ecco le parole di Brian McNoldy, scienziato oceanico dell’Università di Miami: “Non si è trattato soltanto di una serie consecutiva di 421 giorni. In gran parte del periodo, i record sono stati superati di molto”.

Occorre sottolineare, inoltre, come l’Atlantico settentrionale non sia un caso isolato. In tutto il mondo i mari vanno riscaldandosi. Stando a quanto riportato dal Copernicus Climate Change Service dell’Unione europea, le temperature mensili della superficie del mare sono state le più calde mai registrate per 13 mesi consecutivi.

Un 2023 da record (negativo)

Quando si parla di temperature estreme degli oceani, si fa riferimento a una sorta di carburante per i cicloni tropicali. Tutto ciò può generare stagioni di uragani molto più attive e, al tempo stesso, aumentare i livelli di calore e umidità nelle aree terrestri più vicine all’acqua. Ciò aumenta i rischi per la salute umana nel corso dei periodi caldi dell’anno.

Questo rappresenta un allarme anche per la vita marina. La National Oceanic and Atmospheric Administration ha confermato come la Terra stia vivendo il suo quarto evento globale di sbilanciamento dei coralli. Eventi del genere si stanno registrando un po’ ovunque, dalla Florida alle Fiji.

È da decenni che gli oceani vanno riscaldandosi, considerando le azioni dell’uomo in contrasto con il benessere dell’atmosfera. Quanto avvenuto nel corso del 2023, però, ha superato decine di anni di previsioni.

Una motivazione specifica di questo repentino innalzamento della temperatura dei mari non è nota. Parlare di surriscaldamento globale è qualcosa di generico. Si teme che possa essere però il sintomo di un grave cambiamento del clima globale, ovvero che si sia giunti sull’orlo di una trasformazione epocale.

Il 2023 è passato alla storia come l’anno più caldo mai registrato nel Nord Atlantico, così come per gli oceani globali e l’intero pianeta. Record sono stati battuti e stracciati in ogni dove, con eventi meteo estremi che hanno generato scompiglio e devastazione.

Non un caso isolato, si teme, bensì un chiaro avvertimento di ciò che il mondo diventerà. Un luogo che sfuggirà alle nostre capacità di previsione, che ci costringerà ad adattarci di continuo, a fronte però di un sistema politico fisso e incapace di agire in maniera repentina.

Ecco le parole di Gavin Schmidt, capo del Goddard Institute for Space Studies della NASA: “Questi picchi di calore hanno superato di molto le proiezioni di molti modelli statistici. Potrebbe implicare che il riscaldamento del pianeta stia già alterando radicalmente il funzionamento del sistema climatico, molto prima di quanto gli scienziati avessero previsto”.

Tra le cause ipotizzate c’è ovviamente il continuo emettere gas serra, responsabili di parte del picco. Ciò però non basta a spiegare totalmente l’accaduto. L’equilibrio atmosferico potrebbe essere stato influenzato anche da un’eruzione del 2022 dell’Hunga Tonga-Hunga Ha’apai. A ciò potrebbe essersi aggiunto l’aumento dell’attività solare.

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