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SCIENZA

La piramide più grande del mondo non è egiziana: ecco dove si trova

Ha un volume che è quasi il doppio rispetto alla Grande Piramide di Giza, è alta 66 metri e larga 450 metri: è la Piramide di Cholula e no, non si trova in Egitto

Ammettiamolo: quando pensiamo alle piramidi la nostra prima (e forse unica) associazione geografica è quella che le vede stagliarsi nel panorama egiziano. Non è difficile figurarsi questi imponenti edifici in un panorama desertico, circondati da sabbia e accarezzati da venti caldi. E se vi dicessimo che la piramide più grande del mondo non si trova affatto in Egitto, ma si erge ben distante, quasi dall’altra parte del mondo?

Non stiamo mentendo: la struttura che detiene questo record, infatti, è la Piramide di Cholula, che svetta nello stato di Puebla, in Messico. Questa piramide è stata ufficialmente riconosciuta come il più ampio sito archeologico piramidale americano e come la più grande piramide mai scoperta e conosciuta fino ad adesso.

La storia della Piramide di Cholula

Alla luce di questa “rivelazione”, diventa più che interessante scoprire la storia di questa struttura. Per capirne l’imponenza bisogna partire dal fatto che nella lingua utilizzata dagli aztechi (la lingua nahuatl) il suo nome era Tlachihualtepetl, ossia “montagna fatta dall’uomo”. Secondo gli studi effettuati sull’interno complesso fu costruita a partire dal III secolo a.C. e i suoi lavori di ampliamento e definizione durarono almeno fino al IX secolo d.C.

La piramide era dedicata a Quetzalcoatl, una delle divinità più importanti del pantheon mesoamericano, associato al sole e al ciclo dei mondi. Probabilmente è proprio per questo che la piramide doveva essere così enorme e che per secoli centinaia di persone lavorarono per renderla sempre più maestosa e solenne, fino ad arrivare a quelle che, ancora oggi, sono le sue dimensioni: 450×450 metri per la base e 66 metri d’altezza, con un volume totale stimato di oltre 4,45 milioni di metri quadri.

Una piramide enorme che passò inosservata

Lo stato di conservazione della Piramide di Cholula è molto, molto buono. È possibile ammirarne ancora oggi le sei strutture sovrapposte e, nonostante gli effetti dovuti all’incedere del tempo, è ancora visibile il suo strato più antico (quello che risale proprio al III secolo a.C.), formato da un nucleo di mattoni dispiegati lungo una base di circa 10 quadrati e con una stanza che molto probabilmente era adibita alla preghiera.

Sono anche stati trovati resti umani, dipinti e iscrizioni ed è stato rilevato che prima dell’arrivo dei conquistadores spagnoli la piramide aveva “cambiato” la divinità a cui era votata, passando a omaggiare (e al contempo a richiedere la protezione) della dea della pioggia Chiconauhquiauhitl. Ma come mai è arrivata ai nostri tempi così perfettamente conservata? Perché a quanto pare, quando i conquistadores presero d’assalto la città di Cholula, nel 1519, non si accorsero della struttura, dato che era letteralmente nascosta dietro una collina.

I conquistadores e le modifiche nei secoli

Naturalmente, in seguito gli spagnoli si accorsero della Piramide e ne saccheggiarono alcuni degli oggetti più interessanti e preziosi. D’altra parte, però, decisero di fare una cosa che paradossalmente riuscì in qualche modo anche tutelarla: la convertirono in una sorta di chiesa, dedicata alla Vergine Maria. Addirittura, in realtà, i conquistadores costruirono un vero e proprio edificio religioso sulla cima della piramide, ma la struttura venne più volte distrutta per via dei fulmini e delle tempeste che si abbattevano sulla piramide.

Oggi, la Piramide di Cholula è un punto di riferimento importante per quella che è l’omonima città moderna. Visitarla è un’esperienza unica e anno dopo anno gli addetti del sito mostrano tutti i ritrovamenti relativi agli scavi, che non sono mai rimasti fermi dato che l’edificio sembra sempre rivelare nuove meraviglie.