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Potremmo avere presto un problema con la birra

Il cambiamento climatico sta minacciando la birra: presto perderà il suo sapore caratteristico, mentre i prezzi continueranno a crescere. Ecco cosa sta succedendo.

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Non è un caso se la chiamano il nettare degli dei: la birra è uno dei prodotti più consumati nel mondo, un’eccellenza che, nelle sue infinite sfumature, mette d’accordo proprio tutti. Il suo sapore è ineguagliabile, e non c’è niente di meglio di un bel boccale fresco a fine giornata, magari davanti alla tv o al bar con gli amici, per sentirsi subito meglio. E se tutto questo dovesse presto scomparire? Ebbene sì, a quanto pare avremo un problema con la birra: gli esperti hanno lanciato un allarme davvero preoccupante.

Birra e cambiamento climatico: il legame

Che il cambiamento climatico sia un problema da non sottovalutare lo sappiamo ormai molto bene, e a ricordarcelo ogni giorno sono le sue terribili conseguenze: lo scioglimento dei ghiacciai, il riscaldamento degli oceani e il clima “pazzo” sono solo alcuni dei fenomeni più preoccupanti che stiamo sperimentando in questi anni. Ora se ne aggiunge un altro, forse un po’ inaspettato ma ugualmente serio. La birra potrebbe non essere più la stessa, a causa dell’impatto dell’aumento delle temperature globali sull’agricoltura. In che modo le due cose sono legate?

A rivelarcelo è un nuovo studio condotto dagli esperti dell’Accademia Ceca delle Scienze (CAS) e dell’Università di Cambridge, pubblicato recentemente su Nature Communications. La quantità e la qualità del luppolo europeo, che conferisce alla birra il suo caratteristico sapore amaro, stanno nettamente diminuendo. Quello che è un ingrediente fondamentale nella produzione di questa bevanda tanto amata dai consumatori, soprattutto quando si parla di birre artigianali che hanno un sapore più intenso e distintivo, potrebbe dunque diventare sempre più scarso e, di conseguenza, costoso.

Come potrebbe cambiare la birra

Il luppolo viene solitamente aggiunto alla birra prima del processo di ebollizione, per dare un tocco di amarezza, ma può essere utilizzato anche nelle fasi seguenti per modificare il sapore della bevanda. Resta comunque un ingrediente necessario, di cui non si può fare a meno. Purtroppo, la situazione non è delle migliori per quanto riguarda la sua coltivazione: estati lunghe, più secche e più calde, stanno riducendo il raccolto e rendendo quindi più costoso produrre la birra – cosa che ovviamente si rifletterà sul prezzo finale, già aumentato per via della pandemia e della guerra in Ucraina.

Lo studio ha analizzato in che modo è cambiata la resa aromatica del luppolo tra il 1971 e il 2018. Innanzitutto, gli scienziati si sono accorti che in alcune regioni la produzione è diminuita di quasi il 20%, a causa del cambiamento climatico. Da qui l’allarme degli esperti: occorre che gli agricoltori adattino le proprie pratiche di coltivazione per evitare ulteriori perdite. “Il mancato adattamento metterà a repentaglio la redditività della coltivazione del luppolo. La conseguenza sarà una produzione inferiore e un prezzo più alto per i produttori di birra” – ha affermato Martin Mozny, ricercatore del CAS e autore dello studio.

Gli scienziati hanno anche scoperto che il luppolo presenta livelli di acidi alfa (responsabili del sapore amaro della birra) ridotti rispetto al passato, sempre a causa delle temperature estreme. Secondo le previsioni degli esperti, queste sostanze diminuiranno del 31% entro il 2050, mettendo in crisi il mercato della birra. Insomma, le notizie sono allarmanti: il nettare degli dei sembra destinato a diventare non solamente molto più costoso, ma persino di sapore diverso. Non sarà più ricco di sfumature come oggi, ed è un vero peccato per i tantissimi estimatori di questo prodotto.

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