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Rocce "marziane" in arrivo sulla Terra: la grande attesa sta per finire

Le rocce marziane fotografate dal rover Perseverance sono state esaminate a fondo in attesa che i campioni arrivino sulla Terra

Guillaumes e Bellegarde: i due nomi farebbero pensare a un romanzo popolare francese o a qualche film in costume, in realtà si tratta dei nomignoli utilizzati dalla NASA per chiamare letteralmente due abrasioni che provengono da altrettante rocce marziane. Gli scienziati non sono affatto impazziti, la loro missione ha un compito ben preciso.

Si sta parlando dei cosiddetti "bersagli di abrasione" e le foto diffuse online dall’agenzia spaziale americana provengono direttamente dal rover Perseverance che ha affrontato negli ultimi mesi il pianeta rosso. Volendo essere ancora più precisi, le foto sono state scattate da Mastcam-Z, il sistema di telecamere di cui è dotato il rover stesso.

Perseverance e le rocce marziane

Queste rocce sono in arrivo sulla Terra, una grande attesa che sta finalmente per terminare. Perché ci sono proprio delle abrasioni? La "responsabilità" è del braccio robotico di Perseverance che tiene fede al suo nome così particolare. In effetti è paziente in ogni sua attività e la svolge alla perfezione, come accaduto in questo caso in cui è stato necessario sfregare i campioni per rimuovere polvere e residui di agenti atmosferici. Tra l’altro, le già citate abrasioni consentono agli scienziati della NASA di valutare quali rocce sono più interessanti da studiare e quelle che è meglio scartare. La missione sembra essere a buon punto.

A guidare i lavori è l’Arizona State University di Tempe, ateneo chiamato a gestire nel migliore dei modi il sistema Mastcam-Z: un altro ente che sta partecipando alla valutazione delle foto è il Malin Space Science Systems di San Diego, in California. L’obiettivo principale della missione che coinvolge Perseverance è quello di focalizzare l’attenzione sull’astrobiologia. Quest’ultima disciplina include la ricerca di tracce di vita antica su Marte, nello specifico microbi che potrebbero gettare nuova luce sul passato misterioso del pianeta. Il rover della NASA, dunque, non è un semplice veicolo spaziale, ma molto di più.

I campioni di rocce e le loro informazioni

Il suo ruolo principale è quello di scandagliare il suolo marziano ed esaminare da vicino le rocce. In questa maniera potrà saperne di più sulla geologia dell’oggetto celeste in questione e soprattutto il clima di un lontano passato. C’è molta fiducia attorno a Perseverance, in base alle informazioni che riuscirà a raccogliere si potrà finalmente progettare la missione umana su Marte, un progetto che sarà caratterizzato da un’emozione non diversa da quella del 1969 sulla Luna. Gli astronauti che avranno la fortuna di sfiorare per primi questo suolo dovranno anzitutto raccogliere una serie di rocce e materiali.

Entrando più nello specifico, queste persone saranno chiamate a valutare con attenzione la composizione della regolite che non è altro che un insieme di roccia e polvere spezzata. Sia la NASA che l’ESA stanno sviluppando veicoli appositi per raccogliere i campioni sigillati da Marte e riportarli sulla Terra. Anche delle semplici abrasioni possono fare la storia dello spazio. Guillaumes e Bellegarde sono soltanto due di queste tracce sul materiale marziano e la speranza per gli appassionati della materia è che in futuro ce ne possano essere sempre di più. L’approdo su Marte si avvicina a passi spediti, bisognerà soltanto armarsi di pazienza.

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