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Stazione Spaziale Internazionale: la Russia vuole lasciare Fonte foto: NASA
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La Russia vuole abbandonare la ISS: la decisione di Roscosmos

Rogozin, direttore di Roscosmos: la proposta sui "tempi di conclusione della collaborazione" sulla ISS è già sul tavolo di Putin, la parola al governo Russo

Dmitry Rogozin torna a parlare della collaborazione internazionale sulla ISS. Le intenzioni del Direttore di Roscosmos, che aveva già più volte minacciato la fine della collaborazione sulla Stazione Spaziale Internazionale in conseguenza delle sanzioni di guerra che si sono levate sulla Russia, sono diventate ieri ufficiali.

Come riportato da TASS, e confermato dallo stesso Rogozin via social, Roscosmos ha portato la questione sul tavolo del governo russo.

Le lettere di Roscosmos a NASA, ESA e CSA

Lo scorso 14 marzo Rogozin aveva inviato delle lettere ai direttori di NASA, ESA e CSA, cioè le Agenzie Spaziali maggiormente impegnate sulla ISS e nelle altre missioni congiunte con Roscosmos, chiedendo loro il ritiro delle sanzioni a danno della Russia per il bene della collaborazione nello spazio.

La Stazione Spaziale Internazionale, che senza moduli russi difficilmente può restare in orbita, è stata sin da subito messa sul piatto: la ISS non soltanto è l’esempio più concreto dell’interdipendenza tra agenzie spaziali, ma anche un’esperienza di portata storica per quanto riguarda la collaborazione tra USA e Russia post-Guerra Fredda.

Rogozin afferma di essere stato "estremamente infastidito" dalle voci che accusavano Roscosmos di voler lasciare "a piedi" l’astronauta NASA Mark Vande Hei, da pochi giorni rientrato sulla Terra a bordo della Sojuz come previsto.

Ma anche dalle risposte ricevute alle lettere che aveva inviato ai direttori delle agenzie spaziali d’Occidente, che pubblica su Twitter. Il Senatore Nelson, direttore della NASA, risponde che le sanzioni non inficiano la collaborazione sulla ISS, unico interesse evidente della NASA in materia di rapporti con Roscosmos. Risposta fotocopia è quella che arriva da Lisa Campbell, Direttrice dall’Agenzia Spaziale Canadese.

Quanto all’ESA, il CEO Josef Aschbacher risponde che si tratta una questione di competenza degli Stati Membri: cioè, commenta Rogozin su Twitter, "siamo invitati ad aspettare fino alle burocrazie di tutti i 28 paesi dell’UE".

Sarà Putin a decidere sulla ISS

Secondo Dmitry Rogozin, Roscosmos ha fatto il possibile nel tentativo di dirimere la questione dell’impatto delle sanzioni sulle collaborazioni nello spazio. Ora tocca al governo Russo: "Non sarà una decisione indipendente di Roscosmos" afferma alla TV russa "perché il programma di cooperazione è definito da accordi inter-governativi". "Prenderemo una decisione dopo aver presentato il report di Roscosmos al governo nazionale", continua Rogozin.

E conclude, confermando via Twitter, che la proposta di Roscosmos "sui tempi di conclusione della collaborazione all’interno della ISS con Stati Uniti, Canada, Unione Europea e Giappone" è già pronta per essere portata sul tavolo di Putin.

"Le sanzioni contro l’industria aerospaziale russa saranno a lungo termine oppure permanenti" ha affermato Rogozin, sottolineando che "il popolo russo è stato il primo nello spazio: non permetteremo a nessuno di dirci come e con chi lavorare".

Le risposte di NASA, CSA ed ESA sembrano suggerire una sorta di "eccezione" alle sanzioni, che consenta di mantenere attiva la collaborazione sulla ISS, "ma nessuno sta cancellando le sanzioni" sottolinea Rogozin.

Sarà quindi il governo di Putin a decidere il destino della presenza russa sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nel frattempo, sulla ISS si continua a lavorare senza intoppi. Gli ultimi cosmonauti sono arrivati sulla ISS circa due settimane fa, indossando le divise universitarie giallo-blu che hanno incuriosito tutto il mondo. I problemi, per il momento, sembrano essere saldamente ancorati agli umori della Terra.

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