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Scoperta una nuova capra selvatica Fonte foto: iStock
SCIENZA

Hanno scoperto una nuova specie animale

Una nuova capra selvatica è stata individuata con una buona certezza da alcuni genetisti in Turchia: i resti ossei non mentirebbero sull'origine

Un viso buffo, simpatico e l’inevitabile associazione alla tipica invettiva di Vittorio Sgarbi. Viene in mente tutto questo quando si parla della capra, un animale che popola questo pianeta da tempo immemore e di cui da qualche tempo si sa molto di più. Alcuni genetisti, infatti, sono convinti di aver individuato una tipologia nuova di zecca per quel che riguarda questa specie.

La scoperta è stata possibile grazie a uno screening genetico di alcuni resti ossei che si trovavano in Turchia e che hanno permesso di accertare la sopravvivenza della capra selvatica nell’ultima era glaciale. Ci sono ancora dei particolari che vanno approfonditi, ma gli esperti sembrano essere molto sicuri del fatto loro.

La capra selvatica in questione è nota come Tu Taurasian e i suoi antichi resti si trovavano sulle alte vette dei Monti del Tauro. Come hanno avuto modo di sottolineare i genetisti, circa 12mila anni fa i cacciatori del posto (si tratta della zona meridionale della Turchia per la precisione) si affidavano alla selvaggina locale per il proprio sostentamento e dunque per la sopravvivenza. Le ossa dell’animale erano sparse a oltre mille metri sul livello del mare, all’interno della grotta di Direkli, luogo privilegiato dagli stessi cacciatori per circa tre millenni. Il fatto che i frammenti siano stati trovati in questo luogo significa che la grotta era una sorta di macello delle capre per il successivo consumo.

I genomi della capra selvatica

Tra i principali autori sulla ricerca relativa alla nuova specie di capra selvatica c’è Kevin Daly che lavora per la Trinity’s School of Genetics and Microbiology. A suo dire, sia questo animale che lo stambecco erano gli obiettivi principali dei turchi dell’epoca, nello specifico il tardo Pleistocene. La più grande sorpresa si è avuta quando è arrivato il momento di analizzare i genomi nucleari delle capre ritrovate nella grotta. Diversi campioni avevano dei tratti in comune con il già citato stambecco, mentre un altro reperto sembrava diverso dal resto.

Una capra selvatica di grandi dimensioni

Le varianti genetiche, infatti, hanno indicato come la specie non avesse a che fare con tutte le altre. Fondamentale è stato il contributo di un altro ente, il Museum national d’Histoire naturelle di Parigi, che ha permesso di creare codici genetici relativi ad altre specie di capre, molto diverse tra di loro. I genetisti sono stati incuriositi e hanno scoperto persino altri campioni da classificare in maniera identica. L’assenza di corni ha fatto immaginare che si fosse in presenza di una capra selvatica mai studiata prima, anche se potrebbe essere successo che i cacciatori li abbiano utilizzati come premi per le loro conquiste.

Gli archeologi sono convinti che una capra selvatica simile abbia potuto vivere persino in altre località montuose del Sud Ovest asiatico. L’obiettivo è quello di incoraggiare il più possibile la ricerca dei resti faunistici in questa parte della Turchia e non solo, l’impressione è che altre scoperte sensazionali siano praticamente alla porta. L’ipotesi è che gli antenati dell’animale in questione abbiano popolato la stessa regione nel corso degli ultimi 100mila anni, con il cambiamento climatico che avrebbe causato la continua frammentazione del suo habitat.

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