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Senza Facebook sei più felice

La rete social è molto utile per mantenere contatti con persone che non vediamo da tempo. Secondo uno studio, però, saremmo più felici cancellandolo

1 Febbraio 2019 - Fedele compagno nei momenti di noia, passatempo ideale per le ore da far trascorrere in autobus, principale mezzo di rassegna stampa, intrattenimento e informazione: Facebook è onnipresente nelle nostre vite, ma che cosa accadrebbe se decidessimo di cancellarlo? Saremmo più felici.

A riferirlo, un nuovo studio della Stanford e della New York University che ha testato i benefici che deriverebbero dall’abbondare, anche momentaneamente, il famoso social. Si tratta di risultati che variano da persona a persona ma che, nella maggior parte dei casi, registrano l’incremento del benessere di coloro disposti a fare a meno del proprio diario virtuale. Aumenta il tempo trascorso a svolgere attività nella vita reale, come coltivare i propri hobby, essere più focalizzati su sé stessi e maggiormente presenti con amici e familiari. Diminuiscono, invece, ansia e rabbia: eliminando Facebook, è emerso che le persone passino più tempo davanti alla televisione e siano essere meno informate sulle notizie politiche. Meno polarizzazione politica, meno irritazione.

Come si è svolto l’esperimento

Il team di ricerca ha reclutato 2.488 persone che trascorrono, in media, un’ora al giorno su Facebook. Successivamente, è stato chiesto ai partecipanti quanti soldi sarebbero stati disposti ad accettare per abbandonare Facebook per un periodo di quattro settimane. La metà dei partecipanti che ha dichiarato di voler lasciare Facebook per meno di 100 dollari, è stata selezionata per partecipare allo studio: dalle indagini e interviste rilevate sia durante il mese di disattivazione del proprio profilo social, che nel mese successivo al loro ritorno online, i ricercatori hanno scoperto che lasciare Facebook aveva registrato effetti prevalentemente positivi rispetto al gruppo di controllo costituito da persone che, invece, avevano regolarmente utilizzato il social.

I risultati dello studio: meno informati, ma con più tempo per sé

“Mi aspettavo una sostituzione di Facebook con altri social, come Twitter e Snapchat” – ha spiegato al New York Times Matthew Gentzkow, economista di Stanford e coautore dello studio – “ma non è successo, e almeno per me è stata una sorpresa”: dopo il mese di astinenza social, i partecipanti hanno continuato a ridurre l’utilizzo di Facebook, suggerendo che lo studio potrebbe aver dato loro una nuova visione delle proprie abitudini.

L’uso post-esperimento ridotto si allinea alla scoperta che la disattivazione ha migliorato il benessere soggettivo: più tempo per le attività offline rende più felici. Tra gli effetti ambivalenti, invece, un minore grado di informazione: più da dedicare alla tv conduce le persone ad essere meno informate sulle notizie politiche. Tuttavia, il risultato è da contestualizzare al periodo in cui la ricerca è stata svolta: in prossimità delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, durante cui la tensione politica era piuttosto alta.

“Sebbene gli effetti negativi di Facebook non siano da sottovalutare, in molti casi sono anche minori rispetto a quello che ci si sarebbe potuto aspettare” concludono i ricercatori: le risposte dei partecipanti alle interviste di follow-up hanno chiarito anche i diversi modi con cui Facebook possa migliorare la vita delle persone, rappresentando una fonte di intrattenimento, un mezzo efficace per organizzare per esempio un gruppo di beneficenza, o come un punto di vita sociale per coloro che si sento altrimenti isolati.

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