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SCIENZA

C'è qualcosa sotto l’Oceano: la riserva che potrebbe salvare il mondo

In fondo all'Oceano c'è qualsiasi cosa, compresa una riserva di acqua dolce che è stata approfondita di recente dalla Columbia University

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Nell'Oceano c'è acqua dolce Fonte foto: 123RF

Meglio non mescolare il dolce con il salato. Nel caso dell’Oceano Atlantico, però, questo mix non può che essere benefico, soprattutto per la salvaguardia del pianeta. Da qualche tempo, infatti, è stata scoperta una riserva di acqua dolce proprio a queste profondità, qualcosa di assolutamente sensazionale. Di cosa si tratta nello specifico?

Si tratta di 24mila chilometri quadrati, un vero e proprio lago che è stato possibile rintracciare grazie ai ricercatori della Columbia University di New York. In fondo agli oceani si trova di tutto, persino riserve di zucchero, ma l’acqua dolce sembrava quasi un’assurdità. L’importanza della scoperta è semplice da intuire.

Con tutta questa acqua dolce a disposizione, infatti, si potrebbero rifornire le zone più aride del pianeta. È un appiglio fondamentale in questo periodo in cui la siccità fa da padrona e contribuisce a prosciugare i corsi d’acqua. Il lago in mezzo all’oceano è stato individuato nella zona compresa tra il Massachussets, più precisamente al largo dell’Isola di Martha’s Vineyard, e il New Jersey. Il giacimento è stato immediatamente identificato come la sorgente più grande del mondo da questo punto di vista, in particolare se confrontata con un’altra, quella della falda sotterranea di Ogallala. La scoperta recente è soltanto la conseguenza di un periodo molto lungo di studi e approfondimenti.

Le prime scoperte

L’acqua dolce in mezzo all’oceano è nota almeno dagli anni Settanta del secolo scorso, dunque quelle degli ultimi tempi sono state soltanto delle conferme. I primi rilievi sono avvenuti in seguito al lavoro di alcune compagnie petrolifere che stavano trivellando in cerca di petrolio. I ricercatori della Columbia University si sono quindi dati da fare per capire meglio quali sono i confini di questo immenso lago che potrebbe apportare un beneficio dopo l’altro al pianeta. La certezza che si trattasse di acqua dolce si è avuta con una misurazione speciale, condotta con appositi sensori che hanno rilevato i campi elettromagnetici sottomarini.

Come si è formata la falda acquifera

In precedenza si pensava addirittura che i giacimenti sul fondale dell’oceano fossero sparsi e disseminati in varie zone, in realtà bisogna parlare di qualcosa di molto più compatto. I geologi hanno anche provveduto a spiegare la storia della falda di acqua dolce. La formazione dovrebbe essere avvenuta tra i 20mila e i 15mila anni fa, mentre la calotta polare subiva un progressivo scioglimento. L’innalzamento dell’Oceano Atlantico ha poi provveduto a far scendere verso il basso l’intero lago. Potrebbero esserci giacimenti dello stesso tipo persino in altre acque, come a dire che le risorse preziose di acqua dolce non sono limitate soltanto ad alcune regioni del mondo.

Il fatto che in mezzo all’oceano ci sia così tanta acqua dolce è senza dubbio positivo, ma bisogna fare i conti con le difficoltà di estrazione. È necessario indagare ancora più a fondo per comprendere come individuare altre falde e soprattutto sviluppare tecniche per trasportare il liquido verso le zone che più ne hanno bisogno. Tra le aree che potrebbero beneficiarne in maggiore misura ci sono quelle della California Meridionale e dell’Australia (alle prese con incendi di proporzioni gigantesche ogni anno), oltre al Medio Oriente e parte dell’Africa.

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