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Il pianeta potenzialmente abitabile a 117 anni luce da noi Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Spazio, scoperto un pianeta potenzialmente abitabile: dove si tova

Il pianeta appena scoperto grazie a diversi telescopi potrebbe contenere acqua in abbondanza e quindi rendere possibile la vita

Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è. Forse Raf è stato un po’ troppo pessimista in questa sua canzone che ha appena "festeggiato" i primi 30 anni: non c’è poi tutta questa solitudine almeno per quel che riguarda lo spazio, soprattutto in seguito all’ennesima scoperta di un pianeta potenzialmente abitabile. Gli scienziati hanno vissuto questa novità con un sentimento a metà tra l’emozione e lo shock, ma non poteva essere altrimenti. La rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society ha ospitato un articolo che parla proprio di questo corpo celeste e i dettagli sono a dir poco interessanti, dunque vale la pena approfondirli.

Il pianeta in questione non è altro che un anello delle dimensioni non troppo diverse da quelle della Luna. L’osservazione è avvenuta per la prima volta in assoluto all’interno di una nana bianca, quindi una stella giunta ormai alla fine della sua vita. Il fatto che ci siano questi particolari ha fatto supporre per l’appunto l’esistenza del pianeta che in realtà è ancora invisibile: la speranza dei ricercatori è che ci possa essere acqua in abbondanza, per la precisione allo stato liquido. Anche se non dovessero esserci abitanti, l’acqua stessa farebbe pensare all’ipotetica creazione di vita nei prossimi anni. Si sta sognando ad occhi aperti oppure ci sono delle possibilità concrete?

Tanti osservatori uniti dallo stesso obiettivo

Lo studio è stato realizzato dagli scienziati dall’University College di Londra: la luce che hanno intravisto per il pianeta potenzialmente abitabile è quella della nana bianca meglio nota come WD1054-226. Si trova a 117 anni luce dalla Terra, nello specifico all’interno della Via Lattea. Il merito della novità spaziale si deve essenzialmente a uno strumento a dir poco sofisticato, il New Technology Telescope che viene impiegato dall’ESO (Osservatorio Europeo Meridionale). Non meno determinante è stato il contributo dell’Osservatorio cileno di La Silla, senza dimenticare il TESS, un altro telescopio che fa capo alla NASA. Nessuno si sarebbe aspettato di avvistare quello che è poi stato chiaro agli occhi di tutti.

Movimenti regolari

I vari telescopi hanno permesso di evidenziare 65 nuvole di detriti che nascondono ogni venti minuti circa la luce della stella morente grazie alla loro orbita regolare. Il pianeta misterioso e forse abitabile si trova proprio in mezzo a questa sorta di "caos" e la regolarità dei movimenti è stata fondamentale per la nuova e sensazionale scoperta. Per la prima volta in assoluto c’è stata l’osservazione di corpi celesti nella zona abitabile di una nana bianca, come hanno voluto sottolineare gli autori della ricerca.

Gli oggetti di cui si sta parlando non hanno una forma solida e nemmeno sferica, quindi le aspettative sono state disilluse. I corpi celesti che nascondono il pianeta sono irregolari e soprattutto polverosi, in pratica come delle vere e proprie comete. Il futuro è già cominciato: in effetti, anche il Sole diventerà un giorno (lontanissimo da quelli che stiamo vivendo) una nana bianca, di conseguenza i telescopi hanno notato quanto accadrà al nostro sistema solare. Si attendono intanto conferme sul pianeta e sulle sue caratteristiche, non sarà semplice, nonostante l’ottimismo sia dominante tra i ricercatori.

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