Libero
La Terra ha toccato il punto più vicino al Sole Fonte foto: 123rf.com
SCIENZA

La Terra ha toccato il punto più vicino al Sole

La Terra è arrivata nel punto di perelio. Come ogni inverno si è avvicinata al Sole di 5 milioni di chilometri. Dopo di che comincerà progressivamente ad allontanarsi dal corpo luminoso, fino a giungere al punto più lontano (afelio) nel luglio del 2022.

Oggi il pianeta Terra ha toccato il punto più vicino al Sole, noto anche con il nome di perielio. Fase in cui l’orbita terrestre, di forma ellittica, raggiunge una distanza pari a circa 147 milioni di chilometri dalla stella.

Il perielio è il punto in cui un corpo celeste si avvicina maggiormente al Sole, il quale corrisponde anche alla massima velocità con cui si muove il pianeta secondo la famosa legge di Keplero. La velocità aumenta perché ci si avvicina al campo gravitazionale della stella. La velocità radiale e la velocità tangenziale si sommano per giungere alla nostra velocità orbitale complessiva.

Successivamente il pianeta si allontana gradualmente dal Sole, fino a giungere all’afelio, con una distanza di circa 152 milioni di km. Condizione che si presenterà il 4 luglio del 2022.

La vicinanza col sole non determina necessariamente un aumento della temperatura

A gennaio quando l’emisfero settentrionale è in inverno si avvicina al Sole. Mentre a luglio, quando nell’emisfero boreale è estate, la Terra si trova nel punto più lontano dal Sole.

Questo per molti potrebbe rappresentare un paradosso, in quanto secondo la credenza popolare sarebbe la vicinanza con il corpo luminoso a definire le condizioni climatiche (calde o fredde che siano).

Infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è la vicinanza o la lontananza dal Sole a determinare una variazione della temperatura terrestre, ma ci sono in gioco diversi fattori come la latitudine, l’altitudine, l’inclinazione dei raggi solari e dell’asse terrestre.

Nell’emisfero settentrionale la maggiore prossimità al Sole avviene in pieno solstizio d’inverno, ma con scarsi effetti sull’intensità delle radiazioni solari, che dipende quasi completamente dall’inclinazione dei raggi che vanno a colpire la superficie terrestre.

Quali sono le variabili in gioco

La latitudine è la distanza di un punto misurata dall’equatore al Polo. L’altitudine vede una diminuzione della temperatura quando si sale di quota. Un fattore determinante è l’inclinazione dell’asse terrestre. Se l’asse terrestre è inclinato ci saranno dei periodi dell’anno che saranno maggiormente illuminati e riscaldati dal sole ed altri che lo saranno meno. Infatti, l’inverno è il periodo in cui la Terra è meno illuminata dal Sole.

Inoltre, un altro elemento importante è rappresentato dal moto di rotazione terrestre e da quanto tempo impiega il nostro pianeta a fare un giro intorno al Sole. Conosciuto anche con il termine “moto di rivoluzione“. La velocità dell’orbita terrestre raggiunge il picco proprio in inverno – circa 30,3 chilometri al secondo. Questo spiega anche perché l’autunno e l’inverno hanno una durata leggermente inferiore rispetto alla primavera e all’estate.

Una distanza praticamente impercettibile

La Terra si trova circa 5 milioni di km più vicino al Sole a gennaio rispetto a luglio. Da 152 a 147 milioni di chilometri. Tuttavia, gli scienziati sostengono che tale variazione sia minima e che non possa condizionare in maniera rilevante la temperatura del nostro pianeta. Ciò significa che tale dato può essere un interessante oggetto di studio per gli astronomi ma non fa una grande differenza per gli esseri umani che non riusciranno a percepire il cambiamento.

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963