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Hanno trovato dei cristalli "magici" lasciati in una tomba: cosa è emerso

Centinaia di cristalli "magici" sono riemersi all'interno di un luogo di sepoltura preistorico: la scoperta degli archeologi è incredibile.

Nei pressi di un antico sito archeologico inglese, gli studiosi hanno trovato qualcosa di incredibile: si tratta di centinaia di cristalli trasparenti che, con molta probabilità, venivano considerati "magici" per le loro peculiari proprietà. Sono stati rinvenuti all’interno di un luogo di sepoltura preistorico, e ci rivelano qualcosa in più sulle usanze cerimoniali del Neolitico.

Scoperti dei cristalli "magici" in Inghilterra

Siamo nell’Inghilterra occidentale, dove sorge il sito archeologico di Dorstone Hill: si trova a poca distanza dal monumento megalitico conosciuto come Arthur’s Stone, che secondo alcune leggende sarebbe strettamente collegato con il mito di Re Artù (sebbene il periodo temporale non coinciderebbe affatto). Le antiche strutture funerarie rinvenute a Dorstone Hill e presso Arthur’s Stone appartengono ad un sito cerimoniale del Primo Neolitico, e sarebbero state costruite ben 1.000 anni prima di Stonehenge.

È qui che gli archeologi hanno recentemente rinvenuto qualcosa di eccezionale. Nell’intero complesso archeologico (ma prevalentemente all’interno delle tombe), sono stati trovati centinaia di frammenti di cristallo molto particolari. Si tratta di un raro tipo di quarzo trasparente, chiamato cristallo di rocca: le sue proprietà sono stupefacenti, e hanno probabilmente contribuito alla nascita di una reputazione "magica" che migliaia di anni fa circondava questo minerale.

I cristalli di rocca sono infatti non solo trasparenti, ma in gran parte anche prismatici, ovvero dividono la luce bianca in un arcobaleno di colori. E poi sono triboluminescenti: se colpiti, emettono dei lampi di luce blu. Questo fenomeno potrebbe aver affascinato le popolazioni preistoriche: "Deve essere stata un’esperienza avvincente. Il minerale è piuttosto raro e abbastanza distintivo in un periodo in cui non c’era vetro o altro materiale solido trasparente" – ha spiegato Nick Overton, archeologo dell’Università di Manchester e autore dello studio pubblicato sul Cambridge Archaeological Journal.

Il significato dei cristalli di rocca

Lo studio descrive la scoperta di ben 337 frammenti di cristallo di rocca all’interno di un sito cerimoniale antico di oltre 6.000 anni. Nei pressi del luogo di sepoltura non sono state rinvenute fonti di questo minerale, quindi gli archeologi ritengono che i cristalli di rocca vi sia stato trasferito da uno dei due giacimenti conosciuti sin dal Neolitico: il primo si trova in una grotta tra le montagne della Snowdonia, mentre l’altro a St. David’s Head, lungo la costa sud-occidentale del Galles. Probabilmente il trasporto è avvenuto quando i cristalli erano ancora di dimensioni ragguardevoli, ovvero di circa 10 centimetri di lunghezza.

Solo in seguito sono stati tagliati sapientemente in frammenti molto più piccoli, con tecniche utilizzate anche per modellare le selci. Basti pensare che il più grande pezzo rinvenuto misura appena 34 millimetri. Ma qual è il significato di questi cristalli? Secondo gli esperti, sarebbero stati rotti durante una cerimonia volta a celebrare un materiale ritenuto magico. In seguito, i frammenti sarebbero stati utilizzati per decorare le tombe, mentre altri avrebbero composto parte del corredo funerario all’interno delle sepolture, perché sono stati trovati accanto a resti di ossa umane cremate.

Ciò che è emerso a Dorstone Hill è la più grande collezione di cristalli di rocca lavorati ritrovata in Inghilterra, ma non è certo l’unica. In passato sono stati rinvenuti minerali simili anche in altri siti di sepoltura neolitici, ma non avevano mai attirato troppo l’attenzione degli archeologi. In effetti, anche questi cristalli hanno rischiato di passare inosservati: il primo pezzo emerso dalla terra era stato scambiato per semplice vetro, ma quando ne sono stati rinvenuti molti altri gli esperti hanno capito di cosa si trattava.

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