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Alcune città americane stanno sprofondando: l'allarme degli scienziati

Diverse città, situate lungo la costa orientale degli Stati Uniti, stanno sprofondando sempre più velocemente: un nuovo studio lancia il preoccupante allarme.

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Il fenomeno della subsidenza, in geologia, è il lento e progressivo sprofondamento di un terreno sotto il peso di tutto ciò che si trova su di esso, siano elementi naturali o edifici costruiti dall’uomo. È un processo in una certa misura normale, ma ci sono luoghi in cui tutto ciò si sta verificando ad una velocità davvero preoccupante. In particolare, un nuovo studio ha rivelato che alcune città americane stanno letteralmente sprofondando sotto il loro stesso peso. Ecco cosa sta succedendo.

Il nuovo studio sugli Stati Uniti

Città che sprofondano sotto il livello del mare: sembra uno scenario da film apocalittico, ma è pura realtà. Non si tratta certo di una novità: basti pensare all’esempio tutto italiano di Baia, il sito archeologico situato nei pressi di Napoli che è ormai sommerso da secoli, proprio a causa della subsidenza. Molte altre regioni, in Italia e nel mondo, stanno pian piano vivendo lo stesso problema. C’è naturalmente grande preoccupazione per questo fenomeno, soprattutto in concomitanza con il progressivo innalzamento dei livelli del mare.

Il rischio, infatti, è che intere città vengano sommerse in un futuro che ormai sembra sempre meno remoto. E, parlando di tempi decisamente molto più vicini, il problema riguarda l’aumento della frequenza (e dell’intensità) delle inondazioni, nelle regioni che si abbassano sempre più velocemente. Un nuovo studio, condotto da Leonard Ohenhen della Virginia Tech e pubblicato su PNAS, fa il punto della situazione sulla costa orientale degli Stati Uniti e lancia l’allarme: ci sono diverse città che stanno affondando, alcune delle quali ad un ritmo preoccupante.

“Il cedimento continuo e assoluto sulla costa orientale dovrebbe destare preoccupazione. Ciò avviene in particolare nelle aree con un’elevata densità di popolazione e di edifici e con una storica negligenza nei confronti della manutenzione delle infrastrutture” – ha affermato Ohenhen. Lo studente e il suo professore, Manoochehr Shirzaei, hanno utilizzato i dati satellitari dal 2007 al 2020 pubblicati dallo United States Geological Survey per trarre le loro conclusioni. Ne è emersa una mappa delle aree a maggior rischio, dove l’estrazione delle acque sotterranee e il peso delle infrastrutture stanno facendo sprofondare il terreno.

Le città che sprofondano più velocemente

Il team di ricercatori ha scoperto che la maggior parte della costa orientale affonda di 2 millimetri all’anno, ma anche che ci sono regioni dove il tasso di subsidenza è decisamente più significativo. L’area in questione riguarda circa 16 milioni di persone che vivono lungo la costa. Ad esempio, alcune contee del New Jersey e del Delaware sprofondano di almeno 3 millimetri all’anno, mentre alcune regioni di Atlantic City, Savannah e Charleston continuano ad abbassarsi di circa 4 millimetri all’anno. Infine, ci sono località che hanno un rischio ancora più alto.

Da New York City (in particolar modo il Queens e il Bronx) a Virginia Beach, da New Haver a Baltimora City: queste città stanno sprofondando ad una velocità di circa 5 millimetri all’anno. “La percentuale di superficie terrestre di ciascuna contea colpita da subsidenza sulla costa orientale degli Stati Uniti ha importanti implicazioni per la frequenza e la gravità delle inondazioni. L’abbassamento del terreno può potenzialmente aumentare l’area inondata durante gli eventi di tempeste costiere, modificando le elevazioni della base dell’inondazione e i gradienti topografici” – si legge nelle conclusioni dello studio.

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