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SCIENZA

Un vero tesoro è stato trovato sott'acqua in Italia

Sott’acqua si nascondeva un tesoro meraviglioso, che finalmente è tornato alla luce: si tratta di un pavimento a mosaico il cui disegno è ancora un mistero.

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Nei pressi di Napoli, c’è un luogo ricco di fascino: si tratta del Parco Sommerso di Baia, un’area marina protetta che nasconde preziosissime testimonianze archeologiche. Qui, un tempo, sorgeva un’antica città romana che è pian piano scivolata sotto il livello dell’acqua, lasciando che molti dei suoi tesori si inabissassero. Di recente, i sommozzatori al lavoro proprio sui fondali del sito hanno trovato qualcosa di inaspettato e bellissimo.

Il pavimento a mosaico ritrovato sott’acqua

Gli archeologi subacquei del Parco Sommerso di Baia stavano compiendo una normale ricognizione nei pressi dell’area delle Terme del Lacus, quando si sono imbattuti in un vero e proprio tesoro. Quel che è riemerso dal fondale sabbioso è un blocco di strutture lungo ben 60 metri, oltre a diversi reperti di inestimabile valore. Tra questi, alcune colonne in marmo, altre in pietra e una proveniente addirittura dalla Grecia. Ma il pezzo forte è il pavimento a mosaico realizzato secondo la tecnica dell’opus sectile, in materiale marmoreo. “Una nuova stanza, un nuovo mosaico con un psichedelico intreccio di linee geometriche, rese con tessere colorate” – si legge sul profilo Facebook del Parco.

Non è tutto qui: al centro della pavimentazione c’è un tondo che racchiude una figura misteriosa. Gli esperti sono già al lavoro per capire di che cosa si tratta, ma il mistero non è ancora stato svelato. Finora, solo parte del mosaico è stato individuato. È costituito da una serie di geometrie diverse che si incrociano, con tessere colorate in cui predominano l’azzurro e il blu. Il pavimento potrebbe essere appartenuto all’età tardoantica. Secondo le prime ipotesi, la costruzione attorno al mosaico potrebbe essere stata realizzata per volere di Agrippa nel I secolo a.C., per contrastare le incursioni dei pirati.

Il Parco Sommerso di Baia, fonte di tesori inestimabili

Il pavimento ritrovato a Baia non è certo l’unica sorpresa che il Parco ci ha riservato negli ultimi periodi. Qualche anno fa era riemersa una statua raffigurante il dio Apollo, mentre solo lo scorso gennaio gli archeologi avevano trovato il mosaico di Portus Julius. L’area marina protetta si stende nel Golfo di Napoli, a due passi dalla costa di Bacoli. Per la sua importanza e per la struttura della città che oggi giace sott’acqua, è conosciuta anche come la “Pompei sommersa”. Cosa le è successo? In epoca romana, questa era una località di villeggiatura molto frequentata da personalità importanti, tra cui Giulio Cesare e Pompeo Magno. A poca distanza da qui si trova anche il Pausilypon, villa imperiale voluta da Publio Vedio Pollione, una delle più preziose testimonianze del sito.

Per capire come mai Baia sia finita sott’acqua, bisogna parlare del bradisismo: si tratta di un fenomeno caratterizzato dalla vicina attività vulcanica, che ha provocato lenti ma inesorabili scivolamenti della costa verso il mare, lasciando che la città pian piano si immergesse. Per via di questo accadimento, moltissimi reperti si sono preservati in maniera eccezionale, ben protetti da un importante strato di sabbia. Grazie agli incessanti lavori dei sommozzatori, ogni tanto alcuni di essi tornano alla luce, arricchendo il patrimonio già inestimabile del Parco Sommerso di Baia. Uno dei luoghi più suggestivi è il ninfeo di Punta Epitaffio, inabissato a circa 7 metri di profondità, e la vicina villa appartenuta probabilmente alla famiglia dei Pisoni.

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