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Allarme matrimoni in Antartide: ogni turista è una catastrofe

A pochi giorni dal primo matrimonio celebrato in Antartide, una ricerca lancia l'allarme: "Ogni turista provoca lo scioglimento di 83 tonnellate di neve"

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"Allarme matrimoni" in Antartide Fonte foto: Getty Images

È stato appena celebrato il primo matrimonio legale in Antartide: la cerimonia si è svolta in territorio britannico in seguito ad una delle crociere “luxe-adventure” di Atlas Ocean Voyages. Ed è a distanza di appena quattro giorni dalla cerimonia che arriva l’allarme per il continente del pinguino imperatore – che a quanto pare non ama essere una destinazione turistica, né di lusso né d’altro tipo.

Il primo matrimonio in Antartide

Il primo matrimonio nel continente antartico è stato celebrato lo scorso 18 Febbraio sull’isola Danko, nel corso di una cerimonia di circa 15 minuti che si è tenuta alla presenza di otto invitati e di un ufficiale matrimoniale britannico.

Nel corso della cerimonia, parte dello speciale pacchetto da crociera “Happy Ever Atlas”, sono stati celebrati altri matrimoni e tre cerimonie di rinnovo dei voti nuziali. “Siamo felici di aver celebrato il primo vero matrimonio in Antartide” dichiara il presidente di Atlas Ocean Voyages alla testata di settore Cruise Industry News “non soltanto un rito simbolico, come spesso avviene”.

In effetti i matrimoni in Antartide sono già sul menu delle agenzie di viaggi e dei wedding planner più alla moda, intenti ad offrire ai futuri sposi una fuga romantica tra i ghiacci a prezzi che variano dai 10mila dollari fino a cifre che superano abbondantemente i 100mila dollari – a persona.

Dipende dai giorni di permanenza e anche dalle caratteristiche del viaggio: Your Adventure Wedding, per esempio, offre diversi pacchetti per il matrimonio in Antartide, dal campo luxury alla crociera extralusso, e permette di combinare il viaggio in nave con quello in aereo.

I matrimoni appena celebrati in Antartide hanno piena validità legale anche negli Stati Uniti, motivo per cui ci si potrebbe aspettare una discreta affluenza di sposi al Polo Sud, nei prossimi anni.

Ogni turista scioglie 83 tonnellate di neve

A poche ore dalla notizia del primo matrimonio legale in Antartide, è apparso sulla rivista Nature Communications uno studio piuttosto allarmante, secondo cui ogni turista in Antartide provocherebbe “lo scioglimento di 83 tonnellate di neve”. E non ci si riferisce soltanto ai turisti, ma anche agli scienziati che ogni anno raggiungono il continente per effettuare i propri studi: ci sono in Antartide oltre 70 stazioni di ricerca, che impegnano migliaia di studiosi ogni anno.

“Il continente sta diventando sempre più accessibile” si legge su The Conversation “nella stagione 2019-20 il numero dei visitatori ha raggiunto i 74.000, la maggior parte dei quali viaggiano via mare”.

Ogni attività in Antartide è soggetta a quanto disposto dal trattato Antartico, entrato in vigore nel 1961, che tra le altre cose impone di non lasciare rifiuti di alcun tipo sulla superficie del continente. Non è quindi questa la forma di inquinamento che può mettere in pericolo la calotta polare. Come si legge nella ricerca, a costituire una grave minaccia sarebbero le microscopiche particelle di “black carbon” (fumo e fuliggine) prodotte dai mezzi a combustibile utilizzati per gli spostamenti e per alcune attrezzature scientifiche.

La ricerca dimostra che i livelli di black carbon rilevati nella neve dell’Antartide hanno raggiunto i livelli che si osservano nelle aree del pianeta popolate da esseri umani – cosa affatto scontata, visto che il continente è protetto dai venti esterni da una sorta di barriera di venti circumpolari. Nello studio si calcola che “ogni visitatore tra il 2016 ed il 2020 stava realisticamente sciogliendo 83 tonnellate di neve, a causa principalmente delle importanti emissioni delle navi”.

La ricerca non fa altro che confermare i risultati di precedenti studi, che hanno individuato inquinanti microscopici nel mare dell’Antartide e all’interno dei pinguini che lo popolano, e “mostra che l’impatto umano sul continente potrebbe essere più pervasivo e insidioso di quel che sembra dalla distanza”. L’aumento delle attività umane al Polo Sud, matrimoni compresi, non farà che aumentare la portata di questi effetti, perciò è fondamentale “che la ricerca e il turismo siano gestiti con molta attenzione”.

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