Città del Messico sta lentamente e inesorabilmente sprofondando Fonte foto: ISTOCK
SCIENZA

Città del Messico sta lentamente e inesorabilmente sprofondando

Il fenomeno, che si chiama "cedimento", potrebbe distruggere le strutture in superficie: Città del Messico sta lentamente e inesorabilmente sprofondando.

Con i suoi 8,6 milioni di abitanti, Città del Messico è la 21ma città più popolosa del mondo. Sempre parlando di classifiche, è anche la prima città del mondo per la velocità con cui sta sprofondando nel terreno.

Il modo in cui questi due numeri entrano in combinazione tra loro lascia già intravedere la tragedia che sta per consumarsi lentamente: nel prossimo secolo e mezzo, alcune aree della capitale messicana sprofonderanno anche di 19 metri, accentuando il pattern irregolare che è già possibile vedere dall’alto, come se abitazioni e strade fossero costruite sulle onde.

Perché e cosa significa che Città del Messico sta sprofondando

Uno studio della National Autonomous University of Mexico aiuta a tradurre in numeri l’impercettibile movimento discendente che sta avvenendo proprio sotto i piedi dei messicani. È stato calcolato che il terreno di alcuni quartieri sia ogni anno di 50 cm più vicino al centro della Terra, mentre alcune aree, giusto fuori dai confini della megalopoli, sprofonderanno di oltre 30 metri nei prossimi 150 anni.

La ragione di questo fenomeno è radicata nella storia coloniale di Città del Messico, l’antica capitale azteca di Tenochtitlan infatti era eretta su un’isola in mezzo a un lago. Con l’arrivo degli spagnoli e il massacro degli indigeni, le acque tutte intorno furono prosciugate, in modo che la città potesse espandersi.

Il drenaggio ha fatto in modo che sotto le vie, le piazze e i palazzi della nuova Tenochtitlan restasse uno strato di sedimenti di argilla, che possiamo immaginare come un cumulo di piatti in disordine che lasciano fluire tanta acqua attraverso gli spazi tra una superficie e l’altra.

Nel tempo però i messicani hanno cominciato ad attingere le acque presenti nel sottosuolo come da una falda, innescando un effetto collaterale: i piatti della metafora di sopra si sono allineati come impilati in uno scolapiatti, compattando lo strato sedimentoso e dando vita a un fenomeno che si chiama "cedimento".

Perché il cedimento di Città del Messico deve preoccuparci

Il fatto che il movimento si sviluppi in maniera più accentuata in alcuni punti della città non fa che aggravare la pericolosità del fenomeno: "La differenza tra la velocità dei cedimenti mette a rischio le strutture artificiali, sottoponendole a diversi gradi di stress", ha spiegato il geofisico Enrique Cabral-Cano, uno dei ricercatori che hanno lanciato l’allarme. Sul lungo termine è quindi possibile che le gallerie della metro, il sistema fognario e le strade possano spezzarsi a causa di un dislivello sempre maggiore. Ma non solo le strutture pubbliche sono in pericolo, il rischio riguarda anche le abitazioni private, che a Città del Messico sono in piccolissima parte assicurate.

Purtroppo, per stessa ammissione degli scienziati, il cedimento (che non è un fenomeno limitato alla capitale del Messico) non è reversibile: pompare acqua lì dove è stata estratta porta risultati fin troppo esigui, né esiste la garanzia che smettere di attingere a questa preziosa risorsa sotterranea possa frenare la nascita di avvallamenti sempre più profondi.

Forse la tecnologia saprà trovare una soluzione nei prossimi anni, nel frattempo per ricavare acqua (potabile) sono già disponibili sorprendenti innovazioni. Inoltre il cedimento non è naturalmente l’unico problema del paese centro-americano, ce lo ricorda anche Netflix con questa serie tv che probabilmente conoscerete.

Giuseppe Giordano

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