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SCIENZA

Le città che stanno sprofondando: cosa sta succedendo?

Sono diverse le città nel mondo che rischiano di sprofondare sempre più, anno dopo anno: a rischio gli Stati Uniti e l'Asia

Il futuro di molte città è in serio pericolo, un allarme che non va affatto sottovalutato: questi luoghi, infatti, rischiano letteralmente di sprofondare, come evidenziato in un articolo scientifico in cui sono citati i casi più emblematici. Uno degli autori della ricerca è Tom Parsons, geofisico presso il Servizio Geologico degli Stati Uniti.

Lo studio parte da un presupposto ben preciso, cioè quello secondo cui esiste uno stretto rapporto tra l’urbanizzazione crescente e la cosiddetta subsidenza, il termine con cui in geologia si identifica un movimento di superficie. Anche se questi stessi movimenti delle città nel mondo sembrano trascurabili, in realtà sono consistenti come non mai.

Cosa sta accadendo alla città di New York

L’esempio più eclatante in questo senso è quello di New York. Come emerge dallo studio, tutti i palazzi della Grande Mela pesano complessivamente quasi 800mila tonnellate. Se poi si considerano tutte le altre infrastrutture viarie e i marciapiedi, allora si può ben comprendere come la città sia tra le candidate a sprofondare per prime. In questo caso il tasso di subsidenza è pari a 1-2 millimetri ogni anno, con picchi di 4 millimetri per quel che riguarda determinate aree. Sommando questi millimetri ogni dodici mesi, il crollo può diventare sempre più concreto. Gli Stati Uniti includono altre situazioni a rischio.

Oltre a New York, c’è da fare i conti con una città come San Francisco. L’area metropolitana che si sviluppa attorno alla costa, infatti, potrebbe essere interessata dalla perdita di 427 chilometri quadrati, il tutto a causa del livello dei mari sempre più elevato e della già citata subsidenza. Lo stesso discorso può essere fatto per determinate aree dello Stato del Delaware, con 10 millimetri l’anno che fanno ben capire quanto serio sia il fenomeno. Se non altro, la prima economia mondiale è in buona compagnia. Per scovare esempi molto simili bisogna spostarsi infatti nel continente asiatico.

Altre città a serio rischio

La capitale dell’Indonesia, Giacarta, è stata studiata con attenzione ed è emerso come stia sprofondando a un ritmo di diversi millimetri annui. In questo caso, ma è un problema che accomuna molte zone del pianeta, il problema principale è rappresentato dalla continua estrazione di acqua dalle falde sotterranee. Non meno influente è il fattore della composizione del terreno su cui poggiano le località a rischio: argilla e materiali artificiali, ad esempio, sono i più indiziati per quel che concerne questo crollo progressivo. I ricercatori che hanno condotto lo studio scientifico citato all’inizio hanno aggiunto altri dettagli interessanti in tal senso.

In poche parole, molto dipende dalla morbidezza del terreno delle città coinvolte. Più questa superficie tende ad essere “delicata” e maggiori sono le probabilità che ci sia una compressione in seguito all’eccessivo carico. In situazioni del genere, poi, non serviranno nemmeno troppe costruzioni, lo sprofondamento avrà luogo lo stesso. Per arrivare alle proprie conclusioni, il gruppo di esperti si è avvalso di una serie di informazioni satellitari che hanno preso in considerazione i cambiamenti delle altitudini, un valore fondamentale per capire quanto sia stabile un terreno. C’è ancora tempo per rimediare, l’importante è non sminuire il problema.