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Un "cuore caldo" di magma batte sottoterra: potrebbe esplodere?

Un gruppo di scienziati ha sentito un "cuore caldo" di magma battere sottoterra: si teme che sia il segno di una possibile esplosione futura

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Hanno sentito battere un cuore di magma: potrebbe esplodere? Fonte foto: 123rf

Lo sappiamo bene: il nostro pianeta è ancora un luogo ricco di misteri ed è segnato da una serie di fenomeni che, seppur comprensibili, possono essere comunque imprevedibili e violenti. È il caso delle eruzioni vulcaniche, che nonostante il continuo monitoraggio da parte degli esperti possono essere letteralmente devastanti. Proprio di un’eruzione del genere, purtroppo, si stanno preoccupando alcuni ricercatori che hanno trovato un “cuore caldo” di magma vivo e pulsante sottoterra.

E no, non sta “battendo” in un luogo qualsiasi: purtroppo questo vibrante motore ricco di energia rovente sta facendo avvertire la sua presenza sotto il Monte Teide, un vulcano che si trova sull’isola di Tenerife. Naturalmente, tutto ciò sta suscitando una profonda preoccupazione: ci sono dei reali rischi d’eruzione? E quali possono essere le conseguenze?

La scoperta del cuore caldo sotto il Teide

Il Teide è il terzo vulcano più alto al mondo: con i suoi 3.715 m sul livello del mare troneggia su Tenerife e da molto tempo la sua presenza sembra innocua. Il suo ciclo d’eruzione dura circa 150.000 anni e ha una struttura molto simile a quella del Vesuvio e dell’Etna. Proprio qui, però, si trova il problema: recenti studi hanno dimostrato che proprio la confermazione, simile a quella del vulcano partenopeo e di quello siciliano, è adatta a provocare esplosioni violentissime e incontrollabili.

Ora, nonostante non si registrino eruzioni dal 1909, è stato rilevato un livello di attività elevato e costante, indicato anche dalla temperatura delle rocce sempre più alta in prossimità della bocca situata in cima e dalle numerose fumarole presenti sia sulla punta che sul dorso del vulcano. Per questa ragione diversi team di scienziati hanno preso in esame il Monte e proprio nel corso di un’indagine più approfondita è stato rilevato il “cuore caldo” che sta preoccupando tutti.

Il cuore caldo di magma a Tenerife

A scoprire il cuore caldo di magma sotto al Monte Teide è stato un team internazionale di scienziati capeggiato da alcuni esperti dell’InVolcan, l’Istituto Vulcanologico delle Isole Canarie e composto dai più esperti vulcanologi dell’Università di Granada. La squadra di ricercatori ha deciso di andare in profondità, usando degli strumenti in grado di analizzare nella maniera più dettagliata possibile le viscere della terra attorno e sotto al vulcano.

Per farlo si sono avvalsi di un sistema, quello della tomografia sismica, che consente di tratteggiare immagini fedeli della struttura interna della Terra sfruttando una serie di scosse e movimenti tellurici. L’esito della tomografia ha mostrato chiaramente la presenza di diversi serbatoi magmatici che si trovano a meno di 10 chilometri di profondità dalla bocca del vulcano. I serbatoi in questione permettono al magma di raffreddarsi e questa, purtroppo, non è una buona notizia: il processo di raffreddamento cambia infatti la sua composizione chimica trasformandolo in fonolite, un magma estremamente esplosivo.

Eruzione o non eruzione?

Secondo quanto affermano gli scienziati, i serbatoi formano appunto il “cuore caldo” di magma che rappresenterebbe il segno premonitore di un processo eruttivo che potrebbe verificarsi “geologicamente presto”. Gli scienziati hanno però precisato, nel loro studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research, di non poter stabilire una data precisa.

Gli autori dello studio sostengono, per altro, che servano ancora molti studi e approfondimenti per riuscire a mettere in pratica eventuali attività preventive che, comunque, vista la violenza della probabile eruzione, sarebbero per lo più misure di evacuazione in largo anticipo. Cosa fare, dunque? Semplicemente, attendere nuovi studi e ricerche. E sperare che il Monte Teide resti innocuo, almeno per qualche altro anno.

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