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Ritrovata un'antica iscrizione su un pettine: rivela un grande mistero Fonte foto: The Hebrew University of Jerusalem
SCIENZA

Hanno decifrato una scritta antichissima (e risolto uno strano mistero)

Un'iscrizione scoperta di recente su un antico pettine d'avorio potrebbe risolvere un grande mistero: sarebbe infatti il primo esempio di una frase scritta usando un alfabeto molto più completo di quanto si potesse immaginare per i tempi

La storia dell’umanità è colma, colmissima di vuoti ancora da riempire con la conoscenza del passato. Anche se siamo arrivati a un livello avanzato di comprensione dell’evoluzione dell’uomo e delle sue abitudini, l’archeologia continua a rivelarci cose che non potevamo immaginare. L’ultima, in ordine di tempo, riguarda una scritta antichissima, che rappresenterebbe una delle prime (se non la prima in assoluto) frase di senso compiuto scritta usando un alfabeto.

A fare questa scoperta e le conseguenti ipotesi è stato un team internazionale guidato dalla The Hebrew University of Jerusalem, da anni impegnato in una serie di scavi sui siti di Tel Lachis, antichissima città situata tra Gaza e Gerusalemme. La cosa più curiosa? L’iscrizione parla di pidocchi!

Il pettine d’avorio e il primo esempio di alfabeto

Ma andiamo per ordine. Mentre gli scienziati erano impegnati negli scavi, si sono imbattuti in un piccolo pettine, lungo appena 3,66 centimetri. Nulla di troppo eclatante: si tratta di un oggetto d’uso comunque e Tel Lachis era una città popolata, con abitudini piuttosto comuni. Se non fosse che, dopo una buona osservazione, su questo prezioso reperto sono stati evidenziati dei caratteri incisi: una vera e propria frase.

L’iscrizione è superficiale ma ancora leggibile e per gli archeologi è stata subito chiara la sua rilevanza: la frase antica è infatti scritta in cananeo, ovvero nell’antico alfabeto fenicio, il primo esempio conosciuto di alfabeto che sarebbe in seguito stato adattato e adottato dalle culture di tutto il mondo. Di fatto, fino ad adesso, la prima fase di questo alfabeto, con le sue lettere arcaiche e pittografiche, non è mai stato del tutto chiaro.

Da un lato, infatti, sono state rilevate diverse iscrizioni in Israele, su pitture rupestri e ceramiche, ma c’era ancora molta confusione su come fossero "assortite" le singole lettere e su quanto la scrittura fosse diffusa. Adesso sembra che il mistero si sia risolto: la scrittura era d’uso comune, ma molto probabilmente le iscrizioni sono spesso state incise su materiali deperibili che si sono poi persi nel tempo.

La frase antica e le abitudini quotidiane

La scoperta archeologica a Tel Lachis è stata decisiva nella risoluzione di questo mistero perché il pettine riporta una frase di senso compiuto, formata da sette parole separate formate da lettere appena distinguibili ma comunque chiare: ytš ḥṭ ḏ lqml śʿ[rw]zqt. Queste lettere, in fenicio, si traducono con le parole "Possa questa zanna sradicare i pidocchi dei capelli [e della] barba". E, in effetti, tra i denti del pettine sono ancora presenti dei resti antichissimi di pidocchi.

La cosa ha fatto comprendere agli scienziati che, appunto, la scrittura fosse d’uso comune, ben integrata nelle abitudini quotidiane che andavano dall’igiene all’alimentazione. La frase antica sarebbe dunque la prova diretta della capacità umana di scrivere in tempi davvero antichissimi. La datazione radiometrica dell’antico pettine non ha avuto successo, ma sulla base di altri manufatti precedentemente trovati nella stessa area, i ricercatori sospettano che lo strumento sia stato iscritto nell’età del bronzo, circa 3.700 anni fa.

L’alfabeto fenicio e l’importanza della frase antica

Come abbiamo già detto, dunque, la frase incisa sul pettine è una sorta di svolta nella storia della scrittura umana. Per altro, farebbe luce anche su un’altra serie di domande: analizzando le singole lettere, pare che ognuna di esse si sia in qualche modo ispirata dalla scrittura geroglifica egizia, ma che al contempo se ne siano distanziate creando un sistema più facilmente interpretabile e scrivibile (cosa che conferma l’uso comune).

Ancora, l’iscrizione contro i pidocchi apre diversi interessanti scenari: in che modo gli esseri umani imparavano a scrivere? Come veniva trasmesso questo sapere? E a chi? Se l’uso era comune, infatti, è facile immaginare che in qualche modo tutti dovessero saper sia leggere che scrivere. Su queste domande i ricercatori stanno ancora facendo luce. E chissà che non si scopra qualcosa di davvero sorprendente.

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