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SCIENZA

I più importanti documenti segreti sull'origine degli UFO potrebbero essere rivelati

Siamo in contatto con forme di vita aliena? Siamo in possesso di tecnologie non umane? Il Congresso USA ha deciso di rivelare alcuni documenti segreti.

Negli ultimi mesi il dibattito sugli UFO ha occupato un posto centrale tra le alte sfere istituzionali. Un tema che da sempre crea contrasti tra appassionati ed esperti, coinvolgendo chi di fatto continua a prenderne le distanze considerandolo alla stregua di mera fantascienza. Eppure l’ingresso del dibattito all’interno del Congresso degli Stati Uniti d’America dimostra che qualcosa in effetti c’è e sarebbe proprio in possesso del Governo, pronto a divulgare per la prima volta documenti da sempre secretati. Ma sarà proprio così?

Importanti dossier sugli UFO potrebbero essere desecretati

La decisione arriva dall’ultimo Congresso degli Stati Uniti d’America, riunitosi lo scorso 14 dicembre, che ha approvato una disposizione che per la prima volta aprirebbe uno spiraglio alla conoscenza della “verità” sugli UFO, ovvero tutti quegli oggetti non identificati – oggi si preferisce definirli UAP, cioè “Unidentified Anomalous Phenomena” – che da sempre stuzzicano la curiosità di semplici appassionati ma anche di esperti e studiosi della materia. La convinzione di base è che il Governo abbia sempre nascosto alla popolazione documenti, file e risorse (anche prodotti di alta ingegneria “aliena”) che dimostrerebbero l’esistenza di altre forme di vita o comunque di tecnologie “non umane”.

“La misura, che era inserita nel disegno di legge annuale sulla politica di difesa che ha ottenuto l’approvazione finale con a voto bipartisan, ordina agli Archivi nazionali di raccogliere documenti governativi su ‘fenomeni anomali non identificati, tecnologie di origine sconosciuta e intelligenza non umana‘”, riporta il New York Times. Secondo quest’ultima disposizione, dunque, tutti i documenti che ancora non sono stati ufficialmente divulgati devono essere resi pubblici entro 25 anni dalla loro creazione, quando “non rivelano fonti, metodi o compromettono in altro modo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, come si legge nella proposta (approvata) del deputato repubblicano Tim Burchett. Per diventare legge la disposizione dovrà essere approvata dal Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.

La verità sugli UFO, una vittoria a metà

In molti considerano la decisione del Congresso una vittoria a metà. La misura approvata ha provato a trovare un compromesso, nella prospettiva di una conciliazione di punti di vista completamente divergenti tra i rappresentanti di entrambi i partiti. Così, alla fine, quello che avverrà non sarà di certo la completa diffusione di quei dossier secretati che l’esecutivo ha tenuto nascosti per decenni, garantendo così alle agenzie governative ampia libertà per mantenerli riservati.

Ma allora cosa accadrà davvero? Il prossimo passo dovrebbe essere l’istituzione di una commissione presidenziale alla quale saranno garantiti ampi poteri per declassificare i fascicoli governativi sugli UFO o UAP, un po’ come si fece ai tempi per esaminare e pubblicare i documenti relativi all’assassinio del Presidente Kennedy. Ciò “consente alle agenzie governative di determinare se la divulgazione pubblica di determinati documenti rappresenterebbe una minaccia alla sicurezza nazionale che supera l’interesse pubblico alla divulgazione”, scrive il New York Times, aggiungendo che “i documenti il ​​cui rilascio ‘danneggerebbe in modo evidente e sostanziale la sicurezza nazionale degli Stati Uniti’ o ‘costituirebbero un’invasione ingiustificata della privacy personale’ sarebbero esentati dalla divulgazione“.

Le dichiarazioni dell’ex ammiraglio Tim Gallaudet

Tra i maggiori sostenitori del coinvolgimento del Governo USA nella divulgazione di documenti e dossier sulle “intelligenze non umane” figura l’ammiraglio Tim Gallaudet, ex capo dell’Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica (NOAA) ormai in pensione, che ha rilasciato dichiarazioni piuttosto forti in una recente intervista a NewsNation.

“Stiamo ancora cercando di comprendere questa tecnologia, che potrebbe conferirci un vantaggio in eventuali conflitti militari – ha spiegato -. Questo è un buon motivo per non divulgare la natura della tecnologia. Tuttavia, penso che sia giunto il momento di rivelare che siamo in contatto con intelligenze non umane; questo è ciò che deve essere reso pubblico. (…) Stiamo ricevendo visite da intelligenza non umana con una tecnologia che non comprendiamo davvero e con intenzioni che non comprendiamo nemmeno”.