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twitter elon musk Fonte foto: Sergei Elagin / Shutterstock

Elon Musk continua a sfidare Twitter

Elon Musk entro la metà di ottobre dovrà decidere se acquistare Twitter o aprire un suo social personale: in ogni caso, dovrà sborsare miliardi di dollari

Il mese di ottobre rappresenta per la maggior parte delle aziende il giro di boa: si predispone la chiusura di un anno e si iniziano a progettare le sfide future. Anche Elon Musk, nonostante l’approccio imprenditoriale da innovatore, non si sottrae a questa regola. Difatti anche per lui ottobre rappresenta un periodo in cui dovrà prendere grandi decisioni (sempre che non abbia già in mente qualche trovata geniale): acquistare o meno Twitter. O, come suggerisce qualcuno, iniziare a dare vita a un proprio social.

Proprio per la metà di ottobre, difatti, è previsto l’incontro in tribunale tra gli avvocati di Musk e gli avvocati di Twitter che dovranno sciogliere il contenzioso in atto. O troveranno un accordo che soddisfi entrambi e Musk porterà a termine l’acquisizione di Twitter per 44 miliardi di dollari oppure si passerà alle vie legali per cui Twitter cercherà di ottenere un congruo risarcimento per la mancata vendita, peraltro sottoscritta attraverso un pre-accordo. Al centro della questione, evidenziata anche nell’accordo di pre-vendita, c’è la conta degli account fake presenti su Twitter.

Meglio Twitter o un social personale?

In base alle informazioni a disposizione degli avvocati che rappresentano Musk, la questione degli account fake su Twitter è tutt’altro che chiarita. Difatti, il dubbio per il multimiliardario è che a popolare il social dell’uccellino blu ci siano ben oltre il 5% di account dichiaratamente falsi. Il che, dal suo punto di vista, comprometterebbe il valore pubblicitario della piattaforma.

Per risolvere la questione, i rappresentanti legali di Musk stanno provando a portare Twitter in tribunale e nello specifico per richiedere testimonianze giurate dei dipendenti.

Alla luce di questi fatti, qualche giorno fa, dall’account Twitter, Tesla Owners Silicon Valley è stata postata una domanda che dovrebbe spazzare via ogni forma di compromesso: "Hai mai pensato di crearti la tua piattaforma social, qualora l’affare Twitter non vada a buon fine?".

Ovviamente Musk, come nel suo stile dirompente ha risposto immediatamente, senza dire né sì e né no, ma con una url: "X.com".

Il personaggio Elon Musk ci ha abituati a queste uscite impetuose e prive di ogni forma di filtro (Musk non si consulta con nessuno prima di premere il tasto pubblica). Quindi, X.com sarebbe una risposta a effetto data per stupire chi legge? Oppure un vero e proprio social targato Musk che avrebbe forza e mezzi per farsene progettare uno a proprio piacimento?

Al momento non possiamo escludere nessuna ipotesi: X.com è un dominio Web che esiste veramente, già dal 2017, ed è effettivamente di proprietà di Elon Musk: doveva ospitare il sito di una delle sue aziende, cioè appunto "X.com" (poi confluita in PayPal). Musk ha mantenuto attivo il dominio e, oggi, può farne ciò che vuole.

Comunque stiano le cose, Musk sa bene che deve prima archiviare la pratica Twitter e solo dopo può iniziare a progettare un eventuale piattaforma social a suo uso e consumo.

Cosa vuole Elon Musk

Qualunque sarà la strada che Elon Musk deciderà di intraprendere il prossimo ottobre: acquisto definitivo di Twitter o lancio di un nuovo social, dovrà comunque far quadrare i conti. Che come in ogni attività digitale si basano sulla pubblicità.

Al multimiliardario non convincono le stime sull’entità dell’audience monetizzata giornaliera fornite da Twitter, (secondo Musk non supera i 173 milioni di account contro i 238 milioni dichiarati da Twitter) che si riduce a 16 milioni di utenti di Twitter che visualizzano la maggior parte degli annunci pubblicitari.

Qualcuno dirà numeri bassi. Ma in ogni caso, in quanto tempo e con quali investimenti, Musk potrebbe arrivare a queste cifre partendo da zero con un social nuovo di zecca?

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