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Fossile di un drago scoperto in Inghilterra: è il più grande di sempre

I dinosauri continuano ad affascinare, soprattutto dopo la scoperta dei resti di un drago marino estinto nel tardo Cretaceo

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I resti del drago marino scoperti nel Regno Unito Fonte foto: Reuters

Non solo Loch Ness: sembra proprio che il popolo britannico abbia un’autentica passione nei confronti dei mostri marini. Oltre a quello, leggendario, che solcherebbe da decenni l’omonimo lago scozzese, c’è un’altra creatura nel paese che merita attenzione. Si sta parlando del drago marino scoperto nel Regno Unito in questi ultimi giorni da alcuni paleontologi e scienziati locali. In poche parole, ha destato grande sensazione il fossile di un colosso vissuto nello stesso periodo dei dinosauri, nello specifico circa 180 milioni di anni fa. Ovviamente non è un vero e proprio drago come quelli che si ammirano nel “Trono di Spade”, ma la suggestione di ribattezzarlo in questo modo è stata troppo forte.

La scoperta del drago marino è stata definita “senza precedenti”. Il fossile in questione ha permesso di far rivivere letteralmente un animale lungo 10 metri che era abituato a nuotare nei mari tantissimo tempo fa. Tra l’altro, si tratta anche dei resti di maggiori dimensioni e più completi per quel che riguarda questo genere. La paleontologia britannica sta esultando per la novità che verrà sempre associata alla nazione della Regina Elisabetta: il fossile si trovava nella riserva naturale di Rutland Water, nelle East Midlans, a non molti chilometri dalla città di Leicester. La descrizione dell’esemplare è a dir poco affascinante.

Una grande somiglianza con i delfini

Il drago marino non era altro che un grande ittiosauro, meglio noto con un nome lungo e complicato, vale a dire Temnodontosaurus trigonodon. Non è la prima volta che si trovano resti della stessa specie, ma la lunghezza dell’ultimo fossile ha battuto ogni record precedente. I rettili marini in questione hanno cominciato la loro evoluzione 250 milioni di anni fa, scomparendo progressivamente 160 milioni di anni dopo, per la precisione nel tardo Cretaceo. Avevano un aspetto non diverso dai delfini a cui siamo abituati oggi e di cui stiamo imparando perfino il linguaggio, anche se non bisogna immaginare la stessa dolcezza e mansuetudine, visto che si trattava a tutti gli effetti di un gigantesco dinosauro.

Un ritrovamento casuale

Il merito della scoperta del drago marino si deve tutto a Joe Davis, leader di un gruppo di conservazione archeologica per conto del Leicestershire e Rutland Wildlife Trust. È riuscito a entrare nella storia della paleontologia, non solo britannica, quasi per caso. Mentre passeggiava lungo una laguna prosciugata, infatti, si è accorto di alcuni tubi sporgenti ed è andato a curiosare. La sorpresa era dietro l’angolo, visto che i tubi stavano nascondendo le vertebre della creatura vissuta in un lontanissimo passato. Da esperto, Davis ha capito subito di avere a che fare con un fossile eccezionale e ora si gode la meritata fama.

La Gran Bretagna ha già deciso di dedicare alla scoperta del drago marino una serie televisiva: per gli approfondimenti dell’ittiosauro più grande di sempre bisognerà attendere del tempo, visto che si prevede la pubblicazione di articoli scientifici molto accurati nel corso dei prossimi mesi. Sarà un’occasione unica per saperne di più su una specie misteriosa come molti altri dinosauri, magari amavano vivere in branco ed erano sociali come emerso in recenti ricerche: le prime illustrazioni delle ossa in questione risalgono addirittura al 1699, ora i tempi sono decisamente più maturi per uno studio definitivo.

Simone Ricci

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