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SICUREZZA INFORMATICA

Gli hacker rubano i tuoi dati grazie alla macchinetta del caffè

Usi la macchinetta del caffè smart connessa ad un assistente digitale? Potrebbe essere attaccata da un hacker. Ecco perché e come difendersi

30 Maggio 2019 - Gli hacker si nascondono ovunque, dietro un’e-mail fraudolenta, un software contraffatto, ma non solo. Adesso possono rubare i tuoi dati anche grazie alla macchinetta del caffè. Già, pensavi di essere al sicuro mentre ti godi la tua meritata pausa a metà mattina, ma in realtà devi stare molto attento soprattutto se usi una macchinetta connessa ad un dispositivo smart.

La notizia legata alla vulnerabilità di questi strumenti è stata comunicata da Vince Steckler, CEO di Avast. Sono tante le persone che utilizzano macchinette per il caffè smart, ovvero dispositivi che sono connessi agli assistenti digitali. Prodotti come Alexa o Google Assistente possono aiutare gli utenti a preparare un caffè anche da “remoto”: basta un comando vocale e l’assistente smart entra in contatto con la macchinetta. Tuttavia, spesso semplificarsi la vita può risultare pericoloso. Infatti, l’esperto in sicurezza avvisa di aver avuto a che fare con molti hacker che, accedevano ai dispositivi delle vittime, proprio a parte dalla macchinetta del caffè.

Perché gli hacker sfruttano la macchinetta del caffè?

Steckler ha spiegato come agiscono gli hacker con i dispositivi della smart home. In poche parole, vanno alla ricerca di qualche vulnerabilità per entrare nel sistema di un’azienda e da lì arrivare a controllare computer, tablet, smartphone e così via. E le macchine per il caffè sembrano le più facili da attaccare perché solitamente non sono progettate per essere efficaci contro attacchi informativi. E la stessa storia vale per i televisori o le lampadine intelligenti. Per questo motivo, negli ultimi tempi i cybercriminali li sfruttano per accedere alla  rete Wi-Fi casalinga e rubare dati sensibili degli utenti.

Le vulnerabilità dei dispositivi smart home

Diverse indagini hanno scoperto che i dispositivi intelligenti, che normalmente usiamo tra le mura domestiche, sono in realtà potenzialmente dannosi. Recentemente, l’esperto in sicurezza Yossi Atias è salito sul palco del Mobile World Congress 2019 di Barcellona e ha mostrato in diretta un attacco hacker a un dispositivo della smart home: il campanello intelligente Amazon Ring. L’hacker ha scoperto che questo dispositivo non era protetto da alcun sistema crittografico e i video e i filmati dell’app Ring potevano essere visti anche dai criminali. Inoltre, era anche possibile trasmettere sull’app un video diverso da ciò che veniva ripreso dalla telecamera del citofono.

All’inizio del 2018, un’altra ricerca simile è stata fatta dalla società di sicurezza informatica Check Point. L’azienda ha rivelato la vulnerabilità dei fax aziendali. Gli hacker possono facilmente intercettare il tipo di documento condiviso e rubarlo. Tutto ciò avviene usando la linea telefonica dell’azienda.