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Un grande impatto nello spazio, poi qualcosa di inatteso: la scoperta

Dopo l'impatto della sonda DART contro un asteroide, gli scienziati hanno scoperto qualcosa di totalmente inatteso: ecco cos'è successo nello spazio.

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Dopo lo schianto, la conseguenza inaspettata Fonte foto: ANSA

Proprio come nei film di fantascienza: la missione DART si è conclusa con successo, e in queste settimane gli scienziati stanno valutando i risultati dell’impatto della sonda contro un asteroide, scoprendo in che modo (e di quanto) sia riuscito a cambiarne l’orbita. Ma non solo. Alcune recenti foto scattate da Hubble hanno rivelato quella che è una conseguenza del tutto inaspettata dello schianto.

Missione DART, la doppia coda comparsa dopo lo schianto

Lo scorso 27 settembre, una sonda spaziale lanciata dalla NASA si è schiantata contro un piccolo asteroide: non si è trattato di un incidente, bensì del risultato di una missione che appare quasi fantascientifica. Gli esperti hanno infatti voluto dimostrare che esiste la possibilità di deviare un eventuale asteroide in rotta di collisione con la Terra, salvando così il pianeta da una minaccia planetaria che potrebbe avere conseguenze catastrofiche (come l’estinzione della vita in ogni sua forma). L’esperimento è pienamente riuscito, ma si è verificato anche qualcosa di inaspettato.

Nei giorni seguenti l’impatto, la NASA ha monitorato attentamente ciò che è successo nello spazio profondo e quali sono stati gli effetti dello schianto. Per farlo, si è servita dei telescopi spaziali Hubble e Webb, che vantano una tra le tecnologie più avanzate per l’esplorazione del cosmo. Le immagini provenienti dai due telescopi, che per la prima volta hanno lavorato in sinergia (dando risultati incredibili), aiuteranno gli scienziati a scoprire nel dettaglio tutto quello che è diretta conseguenza della missione DART. Ed è proprio da alcune foto di Hubble che sono emerse le due code gemelle di Dimorphos, l’asteroide colpito dalla sonda.

Le osservazioni avvenute al telescopio hanno offerto alla NASA un quadro più completo del modo in cui la nuvola di detriti causata dallo schianto si sta evolvendo nel tempo. Le immagini hanno mostrato come il materiale espulso, chiamato anche ejecta, si sia espanso e poi ridotto in luminosità con il passare dei giorni, un comportamento ampiamente previsto dagli esperti. Ma nel corso della prima settimana di ottobre, Dimorphos ha sviluppato una doppia coda di polvere e detriti, una conseguenza inattesa. Sebbene sia comune nelle comete e negli asteroidi attivi, gli scienziati non si aspettavano di trovarla qui. E nei prossimi giorni continueranno a studiarla, per capire come si è originata.

Gli incredibili risultati della missione DART

L’ipotesi di un grande asteroide in rotta di collisione con la Terra (come quello che ha provocato l’estinzione dei dinosauri) è decisamente poco probabile, almeno in un immediato futuro. Ma gli esperti vorrebbero essere pronti ad ogni eventualità: è per questo che ha preso il via la missione DART, che aveva l’obiettivo di verificare se fosse possibile deviare la rotta di un corpo celeste con uno schianto programmato. Così, quasi un anno fa, la NASA ha lanciato una sonda in direzione del sistema Didymos-Dimorphos, a circa 11 milioni di chilometri di distanza dal nostro pianeta.

L’obiettivo era quello di verificare la possibilità di deviare la rotta di Dimorphos, il piccolo asteroide che orbita attorno al più grande Didymos. Lo schianto ha avuto successo: gli esperti hanno dimostrato che l’orbita del corpo celeste si è ridotta da 11 ore e 55 minuti a 11 ore e 23 minuti. Ben 32 minuti di scarto, un risultato notevole – se si considera che la variazione minima attesa era di almeno 72 secondi. Ma, come abbiamo visto, le conseguenze della missione non sono ancora state del tutto identificate. A riprova che ciò che accade nello spazio è ricco di misteri.

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